Olimpia, una finale conquistata grazie alla difesa ed al talento

I biancorossi hanno cambiato marcia nei playoff, ma per lo scudetto servirà ancora migliorare
 di Fabio Cavagnera Twitter:   articolo letto 1200 volte
© foto di Alessia Doniselli

Tutti l’aspettavano e l’Olimpia Milano è arrivata. Con calma e con più di una difficoltà, ma nei playoff la formazione di Pianigiani è veramente sbocciata: sei vittorie in sette partite, quasi sempre davanti nel punteggio e con un unico passaggio a vuoto, quella gara 1 di semifinale, in cui comunque ha avuto la palla per vincere la partita. Se il quarto di finale con Cantù era stato liquidato con facilità, la serie con Brescia è stata più ruvida e combattuta, come nelle previsioni della vigilia, contro una squadra sempre competitiva nell’arco della stagione, in tutte le competizioni disputate.

I biancorossi hanno avuto il merito di controllarla: subito la risposta sonante al ko dell’esordio, con quel nettissimo successo in gara 2, poi la capacità di vincere due volte in tre giorni al PalaGeorge, dove solo tre squadre erano riuscite a passare durante la stagione ed erano cadute tutte le grandi. Il tutto con un denominatore comune: la difesa. Se Cinciarini e compagni hanno avuto dei passaggi a vuoto in attacco, messo in più di un’occasione in difficoltà dalla zona avversaria, sull’altro lato del campo c’è stata una costante pressione e la capacità di tenere gli avversari a 70 punti di media, nelle tre vittorie. Anche con giocatori non certo attesi nel ruolo, come Goudelock.

E’ stata anche la vittoria del talento individuale, quello in cui l’EA7 è sicuramente superiore a tutte le altre rivali italiane. Lo show di Goudelock nel finale di gara 3 e la superlativa partita di Kuzminskas in gara 4 sono stati decisivi per ottenere le due vittorie esterne. Ma non è certo un demerito, perché altrimenti i grandi giocatori non servirebbero e le squadre più importanti non si darebbero battaglia per accaparrarseli. Per vincere lo scudetto, tuttavia, l’Olimpia dovrà ulteriormente migliorare: di fronte, comunque vada, ci sarà una squadra più pronta ed abituata, rispetto alle precedenti rivali.