Team USA dopo le prime due partite in cui il livello di forza dell’avversario era decisamente sotto il par, ha dovuto affrontare non solo la vera rivelazione di queste Olimpiadi, ma una squadra che ha saputo giocare di squadra, con principi ben precisi e con un’arte di passaggi davvero incredibile. Gli statunitensi hanno comunque battuto l’Australia 98-88, ma hanno dovuto aspettare l’ultimo minuto di gioco per essere sicuri di una vittoria che per ampi tratti della partita è sembrata tutto fuorchè una formalità.
Il primo quarto è una vera e propria battaglia e si percepisce subito che l’Australia non farà la comparsa come agnello sacrificale e con Bogut dal post alto a dispensare passaggi al laser e la coppia DellaVedova-Mills a realizzare, il punteggio è molto alto e anche quando Team USA prova ad alzare il livello della radio difensiva, i Boomers rispondono e vanno al primo riposo sul 28 pari. Durant litiga con il ferro per tutta la partita, mentre Anthony diventa presto il miglior marcatore americano di tutte le olimpiadi chiudendo poi a 31 punti la sua partita e toccando il ferro pochissime volte con la sua scarica di tripla da solo rete. L’Australia è lì anche alla pausa, trovando un immortale David Andersen nel secondo quarto che fa a sportellate con Anthony in post e punisce senza pietà dal perimetro. Bogut continua a imperversare con qualche canestro particolare e allora si pensa che serva un terzo quarto da vero Team USA per archiviare la pratica, ma è molto più facile a dirsi che a farsi.
La squadra di coach K attacca decisamente male e soffre la sfacciataggine dei canguri che lottano come se fosse l’ultima partita della loro vita. A tenere avanti Team Usa sono tutti i canestri nei momenti importanti di Anthony dalla lunga distanza. Coach K accorcia le rotazioni, sintomo che non si sente sicuro di tutti, Cousins commette falli in serie e si estromette da solo dal match, mentre Jordan porta qualcosa alla causa ma senza entusiasmare. Ancora Melo prova lo strappo, ma Andersen e un Mills in serata di assoluta grazia dal perimetro apparecchiano la tavola per un finale in volata. Un paio di canestri di un negativo Durant danno il vantaggio, ma il canestro che spinge nel baratro i Boomers è di Kyrie Irving che segna la tripla fotocopia di quella che ha deciso le NBA Finals e mantiene l’imbattibilità di un team USA. La favorita assoluta ha lasciato più delusi che persuasi contro una squadra commovente, ma anche molto ben preparata tatticamente.
Nell’altra partita del raggruppamento, dopo che la Francia aveva battuto la Serbia in volata, il Venezuela porta a casa la sua prima vittoria, battendo la Cina per 72-68. La partita vive di parziali con i sudamericani che partono molto bene e mettono subito 10 punti di distacco tra sé e gli avversari, ma i cinesi non ci stanno e con un 16-4 di controparziale in apertura di secondo quarto ricuciono lo strappo e pareggiano a quota 29 prima di andare alla pausa sotto di tre lunghezze sul 38-35. Garcia e Cox riprendono il filo del discorso per i sudamericani e provano la nuova fuga sul +7, ma Zhou Qi risponde e all’ultima pausa è ancora tutto in pieno equilibrio. La Cina riesce a mettere anche la testa avanti nei minuti finali, ma Colmenares risponde, porta i suoi a +3 prima di una lunga girandola di liberi che premia la precisione e la freddeza dei venezuelani che portano a casa il match lasciando la Cina al palo.
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