Sono passati due anni da quella partita al Thomas & Mack Center dove Team Usa stava facendo uno scrimmage e la carriera di Paul George è cambiata per sempre.
Il suo spaventoso infortunio alla gamba sembrava poter mettere fine o perlomeno limitare la carriera di una delle stelle emergenti più lucenti della lega, ma fortunatamente non è stato così, togliendolo per quasi un anno dai campi, ma riconsegnandolo alla NBA ancora più forte e deciso.
Ora PG è di nuovo sul luogo del delitto, ovvero al seguito di Team USA per preparare la spedizione di Rio e pensando solo relativamente a quel brutto incidente: “Significa molto per me essere qui -dice George- è una vera e propria redenzione dopo quel brutto stop e poter competere con questi ragazzi, preparando un’altra impresa. Mi sono meritato questa possibilità che voglio sfruttare fino in fondo”.
Anche tutto il gruppo è con lui e vuole vederlo felice, compreso Brian Colangelo che definisce la sua storia come unica: “E’ una delle storie più belle di tutti i Team USA sino ad oggi -dice- Quando successe quella tragedia sportiva nessuno avrebbe potuto immaginare dove Paul sarebbe stato due anni dopo. La sua carriera poteva anche essere conclusa definitivamente e invece è qui di nuovo con questo gruppo come se nulla fosse successo. E’ davvero una benedizione”.
Prima di quell’infortunio era parte di un gruppo come i Pacers che si affacciava costantemente alle Conference Finals e sembrava aver creato una legacy all’interno della Eastern Conference, ma ora quel core è stato smembrato. Frank Vogel ha preso un’altra direzione, ma lui è rimasto il leader di questa squadra che sta cercando di ritrovare un filo conduttore di un gruppo nuovo e pieno di speranze: “E’ l’evoluzione del gioco -prosegue PG- e ora sono il leader di una franchigia come i Pacers che sta avviando un nuovo processo della sua storia. E’ una grande responsabilità per me, ma ora devo pensare solo a fare bene con questa squadra e quando avremo portato a termine il nostro compito qui, allora potremo concentrarci sulla nuova stagione”.
Ci sono parole di grande elogio per lui anche da Coach K: “Se ricordo a quando ero con lui in ospedale dopo l’operazione e guardo ora a che livello è tornato sia dal punto di vista fisico che da quello mentale posso solo dire una cosa: Wow!
Ora spetta a noi che lo abbiamo qui, vincere queste olimpiadi per dare il perfetto epilogo a questa storia”.
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