Coach Repesa pone l’accento sulla difficoltà dei suoi nel mettere l’ipoteca sul risultato: “Non siamo bravi nel chiudere le partite. Io, da capo allenatore, faccio fatica a cambiare questa situazione, pur parlando con la squadra e analizzando i troppi alti e bassi che abbiamo. Nonostante questo devo fare i complimenti a chi è uscito dalla panchina portando grande intensità e mentalità vincente facendo il primo break”. Si è vista maggiormente la coppia Simon-Gentile in cabina di regia: “Avevamo preparato delle soluzioni per utilizzarli come facilitatori, visto che le loro point guard sono molto brave nel pressare a tutto campo e isolare la fonte di gioco. Simon ha fatto spesso un palleggio di troppo ed è una cosa che non mi è piaciuta, perché la palla si deve muovere con fluidità prima nell’azione”.
La nota positiva arriva dalla panchina che ha trovato tante risorse tecniche e mentali: “Lafayette, Cinciarini e Cerella sono entrati in campo con grande voglia. Hanno messo in campo intensità, energia e pressione sulla palla che ci hanno permesso di correre e trovare ritmo”. Il playmaker italiano sta provando a tornare in forma: “Viene da un lungo stop e sta provando a rendersi utile con la voglia. Chiedergli di essere decisivo ora non sarebbe giusto nei suoi confronti”.
Coach Menetti focalizza l’analisi sul parziale subito nel secondo quarto: “Abbiamo giocato una buona partita, ma il 17-0 di parziale subito nel secondo quarto è ciò su cui dobbiamo porre l’attenzione. Dovremo essere pronti ad affrontare situazioni simili in ogni partita quando loro metteranno fisicità ed esaltazione, perché sappiamo che succederà di nuovo”.
La gestione dei momenti difficili sarà la chiave per gara 2: “Non dico che non prenderemo parziali in assoluto, ma dovremo essere più concentrati per provare a rimanere agganciati alla partita. Questo sarà un momento da analizzare, ma all’interno di una partita dove abbiamo fatto ottime cose e non abbiamo mai mollato per tutti i quaranta minuti”.
Ovviamente uno dei nodi salienti in vista del secondo atto sono le condizioni non confortanti di Aradori: “Pietro non sta bene, altrimenti chiaramente avrebbe giocato nel secondo tempo. Non so se sarà recuperabile per gara due, ma fosse stato perlomeno in condizione avrebbe provato a giocare”.
Reazione doveva esserci e reazione è stata.
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