Un movimento alla ricerca di palazzi e spettatori, tra certezze e futuroMilano con medie pazzesche al botteghino, si salvano Reggio e le piazze "storiche" della tradizione, mentre la classifica non regala pubblico a tante piccole piazze
07.02.2017 18:10 di Domenico Landolfo
articolo letto 243 volte
Nella pallacanestro europea e in particolare in quella italiana, l’impatto che il pubblico ha nei confronti delle formazioni sul parquet è di sicuro più importante degli stessi palcoscenici americani, ben più blasonati. Nonostante arene più capienti, rigorosamente sold out, la pressione fisica, mentale e di cuore che impone una folla così vicina al gioco può produrre effetti non poco significativi con l’andamento della squadra. Non per questo, però, se una formazione è vincente nei risultati ne debba conseguentemente aumentare l’affluenza al botteghino. I dati resi noti dalla Lega in giornata dimostrano comunque un sensibile aumento delle unità sugli spalti, che fa da scudo alla crescita di un movimento che vede giovani protagonisti e responsabilizzati da coach e tifosi, che fanno meno fatica ad identificarsi col ragazzo magari uscito dal vivaio. Inequivocabile in tal senso l’esempio di Reggio Emilia che, pur vessata da infortuni che la hanno quasi costretta ad una policy del genere, ha fatto massiccio ricorso a giovani italiani della sua cantera dandogli una chance in serie a. Non a caso, il pubblico del PalaBigi è tra quelli che più sostengono la squadra, finanche costretti ad avere tre match clou giocati al Paladozza di Bologna, che figurano tra i tre per maggiore incasso del girone appena trascorso. Milano, contando su un Forum tanto funzionale quanto capace di ospitare una gran mole di tifosi, tutti messi nelle condizioni di vedere la gara in maniera impeccabile, fattore da non trascurare, resta in vetta solitaria alla classifica per presenze medie, andando vicina a quota 8000 per allacciata di scarpe. Si dovrebbe considerare come il pubblico d’elite milanese sia comunque un fattore imprescindibile, anche e soprattutto in Eurolega, dove forse, prendendo come esempio il match col Darussafaka, magari in avvio è arrivato qualche fischio, giustificato dal -25. Tuttavia, nella rimonta il coinvolgimento degli spalti è stata la linfa vitale per una squadra che ha compiuto un’autentica impresa e che ha regalato ai suoi beniamini una notte da ricordare, senza comparse, tutti protagonisti. Le piazze storiche, comprese anche le Bologna e Treviso in Legadue, continuano a mantenere il loro appeal, anche in controtendenza con annate da dimenticare. Cantù e Pesaro parlano in tal senso. I dati si fanno molto più nefasti per squadre che invece stanno andando molto al di là delle aspettative. Pistoia e Caserta hanno un decremento tra il 3 ed il 6% degli spettatori di media, a dispetto di un campionato sicuramente dignitoso. La squadra bianconera, storica scudettata, è stata anche più volte al centro di ripetute vicissitudini burrascose tra membri della squadra, specie Sosa, e la parte più calda degli aficionados, con fischi, gesti e multe. Una spaccatura pesante, che tuttavia non ha intaccato una passione viscerale del pubblico casertano, vero protagonista della rimonta settimana scorsa contro Cremona in un quarto periodo da delirio. Fanalino di coda è Capo d’Orlando, che meriterebbe di certo molto più dei 1500 paganti di media per gara, ma incide e non poco anche la struttura del PalaFantozzi che comunque è piena per più della sua metà. Alla luce però dei dati emersi, sorge spontaneo un dubbio per quelle norme di capienza che la Lega ha imposto in vista dei playoff, predisponendo solo gare in palazzetti da più di 5000 seggiolini. Se il movimento è davvero in lenta, ma progressiva crescita, quantunque ben individualizzata nei palazzetti del centro nord (con buona eccezione per Avellino), sarà davvero producente una riforma “strutturale” di tale portata, o forse si accentueranno quelle differenze tra top team (con palazzetti avanguardistici) e squadre “di culto” che magari fanno tanti sacrifici economici e che hanno portata minore in termini di ritorno spettatori? Forse non si tratta di mercati minori, ma di certo una considerazione in tal senso andrebbe fatta, al fine di valorizzare il movimento, obiettivo precipuo della lega.
Per poter vedere questo video hai bisogno di Flash, se devi installarlo segui il link: Installa Flash.
Altre notizie - Serie A
Altre notizie
|
DELIRIO A NEW YORK: ARRESTI, TWEET PROVOCATORI, BAGAGLI E CRISI SENZA FINENon si può dire di certo che a New York ci si annoi. Non è mai stato così e che la squadra vada bene o male, qualcosa da dire lo si trova sempre: un po’ per una stampa piuttosto salace e un po’ per un pubblico che non è di certo tra pi...
60°PUNTATA: MAURO BEVACQUA, L'NBA TRA APPROFONDIMENTI E ATTUALITÀNella nuova puntata di Backdoor Podcast torniamo a parlare di NBA e lo facciamo con chi l’ha vissuta e la vive molto da vicino essendo a capo dei due monumenti dell’informazione made in USA.
Parliamo di Mauro Bevacqua, direttore di rivista ufficiale e responsabile de...
|