La scorsa stagione è stata semplicemente una delle più deludenti e devastanti della storia del Maccabi Tel Aviv.
La squadra è stata eliminata dal Maccabi Rishon in semifinale di campionato dopo aver condotto un’ eurolega sotto il par.
Sono solo ricordi i vecchi fasti di quando Parker-Jasikevicius-Vujcic dominavano l’Europa e i colori giallo e blu campeggiavano sul tetto della Devotion. Sembra addirittura lontana anche la vittoria dell’Eurolega a Milano sotto la guida di David Blatt e Tyrese Rice, ora finito a Barcellona alla ricerca di un nuovo titolo.
L’imperativo era di mettersi alle spalle la stagione infausta e ripartire con un mercato tutto nuovo, radicale e che deve fare da anno zero per un nuovo ciclo.
Come moltissime squadre hanno dimostrato, non ultima l’Olimpia nel nostro campionato, non sempre rifondare ex novo può portare risultati immediati e bisogna aver pazienza nel costruire qualcosa che possa non essere effimero e garantisca continuità nel tempo, anche in un campionato decisamente poco provante come quello israeliano.
Gli acquisti sono stati decisamente importanti con l’arrivo di giocatori dal calibro NBA come Sonny Weems, talenti intriganti come Dj Seeley o imponenti come Malik Zirbes, ma se vogliamo associare un nome alla rinascita c’è quello di Quincy Miller.
La sua incredibile scorsa stagione con la Stella Rossa di Belgrado che ha stupito tutta l’Europa, ha messo in mostra uno dei migliori talenti puri dell’intero panorama.
Purtroppo quando la sfortuna apre gli occhi e ti punta non c’è nulla da fare e nei giorni scorsi l’ala è stata vittima di un infortunio al ginocchio.
Si pensava potesse essere un problema relativamente lungo, noioso, ma non condizionante, invece David Pick ha riportato per primo la possibilità che i tempi di recupero si assestassero più sui mesi che sulle settimane.
Nel pomeriggio di ieri è arrivata anche l’ufficialità ed è stato qualcosa di pesantissimo: il legamento crociato posteriore ha fatto crack e i tempi di recupero si assestano dai sei a nove mesi, estromettendo il giocatore di punta del mercato dalla prossima stagione. Non sarà richiesta l’operazione per curare il danno, ma la terapia esterna durerà almeno sei mesi, allungando esponenzialmente il recupero.
Una vera disdetta per i canarini che ora dovranno non solo cercare un sostituto in un momento dove i grandi talenti si sono accasati, ma soprattutto trovare qualcuno che si possa incastrare nel tessuto connettivo di una squadra che aveva proprio in Miller uno dei leader tecnici. L’infortunio, essendo occorso in un pick up game nella palestra di un college, può permettere al Maccabi d’invalidare il suo contratto. Il giocatore è già arrivato in Israele per essere saminato dallo staff medico della squadra per valutarne le soluzioni. Il ventaglio di possibilità è ampio, ma di certo la fortuna non arride ai canarini.
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