La netta e convincente vittoria contro Israele ha portato grande entusiasmo nei confronti della Nazionale. Una soddisfazione logica, vista l’ottima prestazione al debutto, ma che non può portare a voli pindarici: non siamo diventati dei fenomeni, così non eravamo un’Italia da buttare, come pareva nei giorni scorsi. Sono stati direttamente gli azzurri, già nel post partita di ieri, a volare molto basso ed a pensare alla prossima partita e questo è uno dei migliori segnali dati, perché è stato fatto un passo avanti importante, ma la qualificazione è ancora tutta da conquistare.
I segnali visti ieri sera, comunque, sono stati particolarmente confortanti, seppur Israele sia apparsa abbastanza modesta (anche per merito degli azzurri comunque). Il primo punto è la difesa: lo dicevamo prima del via che questa Italia non può prescindere da un grande rendimento difensivo e l’esordio è stato praticamente perfetto. Soli 48 punti subiti, tenendo gli israeliani, squadra con buon talento offensivo, al 26% dal campo. Un'altra nota positiva è stato il gioco di squadra: se i leader sono Belinelli, Datome e Melli, tutti hanno dato il loro contributo, quando sono entrati in campo.
Tra questi ci sono anche gli esordienti: Filloy e Biligha hanno mostrato grande faccia tosta, anche Burns ha lanciato qualche segnale nei pochi minuti in campo. E’ molto importante per non costringere Messina ad accorciare le rotazioni, lasciando così al ct tutte le alternative. Tra tanti applausi, c’è ancora qualcosa da mettere a posto: le 15 palle perse, di cui alcune molto banali, sono troppe e potrebbero venir pagate dolorosamente, contro compagini più forti di Israele. Lo scopriremo già nel weekend: l’Ucraina appare la squadra materasso del girone, anche se servirà comunque entrare in campo con la giusta concentrazione per evitare spiacevoli sorprese, ma domenica contro una Lituania ferita dal ko con la Georgia sarà un primo test per capire davvero quanto valiamo.
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