Dopo aver espugnato per due volte in una settimana un campo violato solo una volta in stagione, gli Oklahoma City Thunder concedono il bis e contro ogni pronostico vincono anche alla Oracle Arena in gara 1 di Western Conference Finals ribaltando subito il fattore campo.
L’inizio è tutto di marca Warriors con i Thunder evidentemente scossi dalla velocità e dall'impatto dei giocatori perimetrali avversari. Anche se Curry entra in partita in punta di piedi, Thompson è già caldo punendo ogni cambio difensivo e ogni disattenzione sui blocchi. La mobilità della difesa di Kerr costringe a otto palle perse i Thunder che, nella maggior parte dei casi, scatenano il campo aperto e la transizione avversaria. Thompson è letterlamente on-fire e segna 19 dei suoi 25 punti finali nel primo tempo, anche se Durant dall’altra parte prova a tenere su i suoi perché Westbrook non riesce a vedere il canestro con 1-10. Curry (26 punti e 10 rimbalzi) infila la tripla a fil di sirena e regala il +13 ai suoi, dando inerzia alla squadra e al pubblico. Donovan non rinuncia a sprazzi di doppio lungo con Kanter e Adams a muovere i piedi lontano da canestro, ma sono proprio due canestri di Green in isolamento contro il turco e tenere avanti i Warriors. Quando, però, Westbrook entra in partita lo fa a suo modo segnando 19 dei 38 punti di squadra nel terzo quarto e all’ultima pausa il gap è solo di tre lunghezze: “Dobbiamo competere -dice Westbrook- loro sono una grande squadra con tanti campioni, ma noi siamo concentrati e anche se non abbiam giocato la nostra miglior partita, abbiamo vinto”.
L’ultimo quarto è un capolavoro di Donovan che dopo aver rimesso in piedi la partita dal -14 nel terzo, non sbaglia un colpo tenendo comunque in campo sprazzi di doppio lungo, ma rendendo la difesa efficacissima sui cambi difensivi, dirottando i lunghi su Livingston e Iguodala, per poi giocare con la mobilità e i cambi sugli esterni. Thompson nel secondo tempo viene tenuto a 3-10 dal campo senza sguardi a canestro e i Warriors confezionano rispettivamente 14 punti nell’ultimo quarto e 42 nel secondo tempo (postseason low).
Il canestro dei Thunder si chiude e nonostante uno 0-6 down the stretch di Durant, due liberi di Adams (16 punti e 12 rimbalzi) danno il vantaggio agli ospiti. Poi, quando più serve, Durant infila il canestro del +5 a 30” dal termine: “Siamo un team resiliente –dice KD- abbiamo difeso bene, non abbiamo mai mollato e nel finale abbiamo segnato dei tiri importanti. Abbiamo lottato e lo faremo fino alla fine”. Golden State ci prova con la forza della disperazione, ma i liberi chiudono il match e portano i Thunder 1-0
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