I Toronto Raptors si presentano alla stagione NBA con le solite aspettative degli ultimi anni, mostrandosi ai blocchi di partenza come una delle contender per il trono della Eastern Conference.
Negli ultimi anni ottime regular season (favorite anche dall’appartenenza alla peggior division della lega) sono culminate poi con eliminazioni premature nei playoffs, soprattutto l’ultima per mano dei Wizards.
Nonostante l’assenza di una stella dal comprovato valore offensivo, Toronto si è mossa piuttosto bene in offseason. L’aggiunta di DeMarre Carroll porta quella solidità in ala che era stata cercata anche nella scorsa stagione, mentre uno Scola dalla panchina, unito alla polizza assicurativa Cory Joseph per le guardie, fornisce una maggior profondità in un lato del roster endemicamente povero.
Oltre a questo c’è da considerare anche lo statement di Kyle Lowry che in estate ha affrontato una dieta molto rigida che lo ha portato a perdere diversi chili. La moglie lo ha convinto in questo percorso che, nei piani, dovrebbe metterlo al riparo dal rischio infortuni, ma soprattutto potrebbe tranquillamente allungargli di qualche anno la carriera.
Con questo roster la squadra sembra molto più equilibrata rispetto alle scorse stagioni, con giocatori in grado di portare il proprio mattone da diversi punti del campo e il fatto di vederli ancora in una delle top 4 a Est è previsione decisamente probabile.
La forza penetrativa della squadra è di assoluto valore, così come la perimetralità anche grazie alle aggiunte di valore negli esterni. Anche a livello difensivo potrebbe migliorare la tenuta atletica e la possibilità di andare in campo aperto con tre potenziali ladri di palloni come DeRozan, Lowry e Carroll.
Il punto debole di questa squadra viene dal controllo dei tabelloni che con la partenza di Amir Johnson ha perso una buona fetta d’incisività. Il solo Valanciunas ha dimostrato di poter soffrire molto e ci sarà tantissima pressione sulle sue spalle a seguito del contratto faraonico firmato in estate. “C’è la possibilità che Jonas sia anche la delusione della stagione -dice Ryant Wolstat del Toronto Sun a Basketissimo- perché per onorare il contratto che ha firmato dovrà stare in campo molto di più e per farlo dovrà migliorare moltissimo in difesa”.
C’è molto hype invece su Bruno Caboclo che è considerato da molti giornalisti locali come il potenziale darkhorse della stagione. Di sicuro non potrà vantare continuità e affidabilità, ma i suoi lampi atletici potrebbero fare molto bene alla squadra.
Il roster è stato puntellato nelle giuste posizioni, quindi ora non è più così squilibrato tra campo e panchina e può avere diverse soluzioni per essere efficace. Manca, come detto, una stella di prima grandezza che nei playoffs possa caricarsi emotivamente e tecnicamente la squadra sulle spalle, per questo sembra difficile vederli andare oltre il secondo turno di playoffs, anche se per loro sarà obbligatorio passare il primo e sfruttare l’appartenenza alla mediocre Atlantic Division.
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