Non è sicuramente un periodo felice per i New York Knicks e da quando è tramontato mestamente il progetto Derek Fisher la squadra è calata a picco.
Anche gli animi all’interno dello spogliatoio non sono certo idilliaci e a testimoniare questa scarsa tranquillità c’è il post partita contro i Miami Heat. Carmelo Anthony si è lamentato di aver sentito troppe volte il coro: “Let’s go Heat” dalle tribune, dicendo che questo non si può verificare in un palazzetto amico. Velatamente (forse) ha fatto intendere che i protagonisti dei cori non fossero propriamente tutti tifosi dei Miami Heat, ma che abbiano avuto una coda di sostenitori dei Knicks ormai allo sfinimento.
A rincarare la dose di tensione verso ci ha pensato anche un ex come Amar’e Stoudemire.
Idealmente quando era stata allestita la coppia tra lui e Carmelo Anthony si pensava in grande con velleità di dominio della Eastern Conference, ma le condizioni fisiche di Amar’e e la mai raggiunta maturità a livello di leadership da parte di Anthony hanno fatto da base alla situazione odierna.
Stoudemire ha detto che nell’anno in cui scoppiò la Linsanity a New York la squadra era felice, ma poi in offseason quando si è trattato di rinnovare Lin, qualcuno si sarebbe opposto per invidia sostanzialmente obbligando la società a farlo andare via: “Jeremy aveva fatto cose notevoli in quella stagione e riaverlo con noi era una priorità. Un ragazzo d’oro come lui e un ottimo giocatore non poteva che farci comodo, invece qualcuno non ha accettato il fatto che stesse diventando la star della squadra e per questo non è stato confermato”.
Pur senza fare nomi tutte le menti sono finite a Anthony che interrogato riguardo alle dichiarazioni si è detto esterno alla cosa, dimostrando sicurezza sul fatto che il riferimento non fosse per lui: “Sono sicuro che non parlava di me. Che senso avrebbe? Se no al momento dovrei essere invidioso di KP (Porzingis), ma siccome non è così e non lo è stato all’epoca non credo si riferisse a me”.
Ovviamente se la situazione in campo è così drammatica per i Knicks, sarebbe impensabile non avere una polemica al giorno sui giornali, perché la Grande Mela da questo punto di vista non perdona. Rambis non sembra intenzionato a frozare Anthony oltre i 40 minuti di utilizzo per vincere delle partite, ma a questa stregua passerà un’altra stagione infruttuosa e assai negativa, ritardando ancora una volta il ritorno dei Knicks ad alto livello.
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