Sabato notte nella partita contro i Milwaukee Bucks Brandon Jennings si è accasciato a terra tenendosi la gamba e subito si è capito che non sarebbe stato nulla di leggero. La prognosi è stata spietata: rottura del tendine d’achille. Così come la sentenza: dai 6 agli 8 mesi d’inattività.
Ricordiamo che l’ultimo a cadere in questo tipo d’infortunio fu Kobe Bryant due stagioni fa, stando fermo otto mesi.
E’ il primo infortunio importante per Jennings che aveva saltato solo 19 partite al tempo dei Bucks, dimostrando grande durezza fisica. Vista la situazione potrebbe ridurre i tempi di recupero a circa sette mesi e mezzo e questo lo porterebbe a ripresentarsi in tempo per il training camp della prossima stagione.
Sarà difficile capire come potrà tornare dopo quest’infortunio perché la sua esplosività orizzontale potrebbe risentirne e se facciamo un paragone storico potrebbe essere accostato a Nate Archibald che gli somiglia a livello di caratteristiche e subì lo stesso tipo d’infortunio nel 1977-78. La sostanziale differenza tra i due viene da un diverso chassis fisico e dall’evoluzione della medicina che non permise ad Archibald di mettere piede in campo per tutta la stagione successiva, ma che potrebbe rimettere in piedi Brandon in meno tempo.
Jennings ha 8.3 milioni di dollari nel suo contratto e ancora una stagione da giocare, ma questo infortunio potrebbe compromettere l'idea (tutta da verificare) di Van Gundy e della società di venderlo in estate.
Considerato quanto il suo rendimento sia salito negli ultimi tempi, forse era stata rivista l’idea di cederlo, perché dalla dipartita di Smith è diventato un Top 20 nell’assist rate, aggiungendoci un 56% di percentuale reale in un 29.3% di usage rating. Questo testimonia una vera e propria esplosione che stava portando i Pistons nelle zone alte di molte categorie statistiche di squadra, ma ora si pone davanti alla società un discreto dilemma su come sostituirlo. Van Gundy ha detto che si cercherà di rimpiazzare, ma non a discapito di una qualificazione ai playoffs obbligatoria che intasi o vincoli la flessibilità di cap futura. L’idea primaria è di mettere in quintetto un giocatore per certi versi simili come Dj Augustin, magari andando a cercare una backup point guard d’ordine come Pablo Prigioni (come riportato da Marc Stein).
L’Hollinger playoff report dà ancora il 52% di possibilità ai Pistons di fare i playoffs arrivando a 37 vittorie finali, ma l’impressione è che questa non sia una priorità nella mente del front office che sta pensando a un progetto di più lunga gittata.
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