Gli Spurs giocano lenti e non tirano mai da tre, ma vincono...
Analizziamo l'inizio di stagione degli Spurs, le cifre e soprattutto l'evidente controtendenza con la deriva attuale, ma l'importante è essere produttivi.
Il tema del momento è “Come emulare il sistema vincente di Golden State Warriors?”, pensando che questo, vista la comprovata efficacia mostrata dagli uomini di Walton, porti al dominio della lega.
La miglior risposta a questo quesito è stata data Jeff Van Gundy nella puntata del podcast “The Lowe Post” con Zach Lowe. Non è importante avere un pace factor alto, giocare a ritmi elevati o tirare tante volte a canestro, l’importante è essere efficaci e produttivi con quel metodo. Chi può permettersi di emulare i Warriors? Tutti è la facile risposta. Ma chi ha il personale giusto per farlo? Probabilmente nessuno.
Per questo motivo allora sono tutti da buttare e il campionato è già deciso? La risposta è no e porta in calce la firma dei San Antonio Spurs.
Popovich ha ancora una volta espresso tutto il suo dissenso per il tiro da tre punti, definendoloun tiro da circo, non escludendone ovviamente l’importanza e la necessità d’implementarlo nel proprio gioco, ma gli Spurs di questa stagione lo stanno usando con pochissima frequenza e quasi esclusivamente negli angoli.
La percentuale media della lega nei tentativi da tre punti è a quota 28.2 e gli Spurs sono ampiamente sotto con solamente 23 secondo basketball reference.
Il motivo è semplice, hanno personale a disposizione più adatto a fare altro, infatti inserire LaMarcus Aldridge, ovvero il miglior giocatore spot up della scorsa stagione a quota 0,94 punti su 100 possessi, ti porta a sfruttare il tuo punto di forza, sia questo dentro o fuori dall’arco.
Questo pone gli Spurs al quinto posto nella classifica dei punti per 100 possessi con 106.5, con la terza miglior effective field goal percentage con il 56.1%.
Ovviamente se il tiro da tre vale un punto in più, come gli Spurs possono essere così in alto nella graduatoria? Con la difesa.
Sono passati dai 102 punti su 100 possessi concessi la scorsa stagione ai 94.5 attuali, ovvero la loro miglior prestazione difensiva della loro storia nelle stagioni in cui poi hanno vinto il titolo.
Le chiavi sono due. La prima riguarda Kawhi Leonard che oltre ad avere credibili argomenti per l’MVP dal punto di vista offensivo, concede un orrido 43.6% ai suoi avversari diretti nelle vicinanze del ferro.
Oltre a lui c’è una presenza di tanti giocatori che possono tenere l’uno contro uno con profitto, infatti i neroargento sono allo 0.74 punti concessi per possesso contro gli isolamenti, rispetto allo 0.86 della scorsa stagione, anche grazie alle lunghe leve di Aldridge.
Ci sono tanti modi per vincere, gli Warriors ne stanno mostrando uno abbacinando il mondo intero e facendo pensare che nel 2015 si possa vincere solo così, ma il basket è uguale al passato: non conta quale metodo usi per arrivare alla vittoria, conta quello che è più efficace per la rispettiva squadra.
I Warriors continueranno a tenere ritmi alti e far piovere triple, gli Spurs a difendere ermeticamente e sfruttare screen e spot up shoot. Siamo sicuri che a metà dicembre siamo già convinti che il primo avrà la meglio sul secondo?
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