Prima o poi doveva succedere e questa notte i Golden State Warriors hanno perso la loro prima partita stagionale, ponendo fine così a una striscia memorabile di vittorie.
Gli artefici dell’impresa sono stati i Milwaukee Bucks che hanno vinto 108-95 grazie a 28 punti di Greg Monroe. Nella notte precedente ci erano andati molto vicini i Boston Celtics, ma alla fine Curry e compagni erano riusciti a spuntarla. La fatica fisica e psicologica, unita all’assenza importante di Barnes e al rientro di Thompson con soli 12 punti (4-14 dal campo), hanno inevitabilmente pesato.
Jason Kidd non ha parlato di striscia vincente o di vittoria storica, semplicemente era soddisfatto per aver battuto i campioni in carica e aver fatto un’ottima partita sul campo. Ovviamente anche in questo caso le statistiche non mentono, infatti i Warriors hanno tirato con bruttissime percentuali dall’arco con 6-26, quando invece sono abituati a segnarne più del doppio.
Continuano a vincere i San Antonio Spurs, che per la prima volta rosicchiano del vantaggio ai primi della classe, vincendo con notevole autorità anche lontano dall’AT&T Center dove sono imbattuti.
Le vittime di questa notte sono gli Atlanta Hawks dell’ex Thiago Splitter che vengono sconfitti sotto 25 punti di scarto e tenuti alla miseria di 78 punti. Come si può evincere dall’inizio della stagione, gli Spurs mettono in campo una difesa ermetica, che unita al talento offensivo e ai 22 punti di Kawhi Leonard, hanno garantito l’ennesima vittoria a Popovich e i suoi.
Nell’ “anticipo” del sabato sera italiano è andata in scena Nets-Clippers in quel di Brooklyn e la squadra di Rivers ha avuto la meglio nel finale, dopo una partita di testa, caratterizzata da un quarto periodo in cui i Nets sono rientrati di gran carriera da uno scarto molto pesante, segnando ben 37 punti e mettendo ben più di un dubbio sulla vittoria finale.
C’è da segnalare un’altra buona prova di Andrea Bargnani che uscendo dalla panchina ha chiuso con 11 punti e 5 rimbalzi, anche se non sono stati sufficienti ad arginare la notevole serata realizzativa del duo Reddick (21 con 4-6 da tre punti) e Griffin (21 con 9 rimbalzi).
E’ molto simile anche la partita di Dallas, dove gli ormai schizofrenici Wizards vincono in volata dopo essere stati agevolmente avanti nel corso del match, fermando una striscia negativa texana che durava dal 27 ottobre 2009.
La vittoria è arrivata senza Bradley Beal che dovrà stare fermo per almeno due settimane ed è maturata anche dopo che i Mavs, con un 19-8 di parziale nel quarto periodo erano arrivati sino al -1. Wall ha messo tre punti di distanza dalla lunetta e la tripla di Nowitzki non è entrata per la vittoria finale di Washington.
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