Dan Woike ha riportato un aneddoto che più di tutti rappresenta la stagione sino ad ora di Lance Stephenson: "Un mese fa a Playa Vista, Lance stava entrando nella facility della squadra con la sua nuova e pimpata Chevy Camaro. Inserito il pass si è alzata la sbarra, ma poco dopo si è abbassata proprio sulla sua macchina lasciandolo a metà tra dentro e fuori. Questa è probabilmente la più calzante immagine della sua stagione, un pò dentro e un pò fuori".
Effettivamente Stephenson era stato voluto da Doc Rivers per fare un ulteriore salto di qualità e i progetti su di lui erano davvero seri. Doveva essere l'ala piccola titolare con licenza d'uccidere e invece l'unica cosa che ha ucciso è la sua reputazione all'interno della squadra.
E' passato dall'essere chiamato dallo speaker a fuori rosa, dall'intrattenitore a un vero e proprio problema dello spogliatoio, da playmaker a power forward e il suo percorso è finito con il viaggio a Memphis proprio pochi secondi prima della fine della trade deadline.
I compagni e lo staff hanno continuato strenuamente a dire che Lance non fosse un problema e che, tutto sommato, era bello per com'era, ma la trade ha riportato agli occhi di tutti la verità.
Nelle tante stranezze di Lance c'è l'abitudine di mangiarsi un piatto pieno di arance a fette prima di ogni match, facendo poco dopo la parte del gioppino con strane danze.
Questo non gli ha portato grossi giovamenti e se consideriamo che i suoi migliori momenti sono stati a Indiana in un gruppo del tutto particolare (prima inattaccabile e poi misteriosamente imploso nel giro di poche settimane), è facile nutrire dei dubbi intorno alla sua persona, oltre al fatto che tecnicamente e tatticamente è un giocatore difficile da collocare e altrettanto difficile da potersi permettere.
Nella settimana prima dell'All Star game un giornalista gli ha richiesto se la sua macchina fosse ancora danneggiata e lui ha risposto: "Si, è tutta dentellata. Forse l'aggiusterò o forse no, dipende da come mi sveglio la mattina".
In questa frase c'è tutto il riassunto del fallimento tecnico e personale di un giocatore destinato a spegnersi lentamente nella mediocrità.
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