Nash, Kidd, Hill, Cheeks: benvenuti nella Hall of Fame!

Annunciati i nominati per la Hall of Fame 2018: ripercorriamo in breve i meriti di questi mostri sacri
 di Paolo Terrasi Twitter:   articolo letto 130 volte

Secondo Adam Wojnarowski, è stato comunicato a Steve Nash, Jason Kidd, e Grant Hill il loro ingresso nella Hall of Fame, per la classe del 2018. Battuti gli altri finalisti: Ray Allen, Chris Webber, Charles "Lefty" Driesell, Rudy Tomjanovich,  Kim Mulkey, Katie Smith, Tina Thompson, arbitro NBA Hugh Evans e le rose del 1953-58 della Wayland Baptist University . 

Steve Nash, uno dei 12 giocatori della storia ad aver vinto per due volte l'MVP, è stato per 8 volte un All-Star, tre volte un First Team NBA, è terzo assoluto per assist, ed ha illuminato gli attacchi di Dallas, Suns (dove era la mente del Run & Gun di D'Antoni, così spettacolare come purtroppo non vincente), e brevemente Lakers, in una esperienza poco felice a causa dei problemi fisici.
Problemi fisici che sono stati una costante per Grant Hill, giocatore dal talento sopraffino quanto fragile: compagno per un certo periodo di Nash in Arizona, è stato un grande talento al college (due titoli a Duke), un po' meno in NBA, dove comunque ha collezionato 7 chiamate all'All Star Game ed una nel First Team NBA, nel 1997.

Gli infortuni invece non hanno mai fermato Jason Kidd: l'unico ad aver lontanamente avvicinato il record di Assist di Stockton, terzo per Triple Doppie realizzate, ha collezionato dieci convocazioni all'All Star Game, 5 onori come All NBA, 4 volte come All Defensive Team, due ori olimpici (2000 e 2008), ed il titolo NBA nel 2011, con i Dallas Mavericks, al suo ultimo anno nella lega. Secondo di tutti i tempi anche per palle rubate, sempre dietro a Stockton, superò Maurice Cheeks, primo all time all'epoca del suo ritiro, ed anche lui nominato per l'Hall of Fame, sempre secondo Wojnarowski. Cheeks era il titolare nei 76ers campioni nel 1983, ed è stato un quattro volte All Star e tre volte Difensive Team.