Operazioni per Curry e Irving, Rondo ai box, divergenze tra Parker e Leonard

Bollettino medico in giro per l'NBA: Irving, Curry, Leonard, Rondo: le ultime
24.03.2018 18:45 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture

Molti infortuni di alto profilo in questo finale di stagione NBA.
Rajon Rondo, che sta guidando insieme Anthony Davis i New Orleans Pelicans, salterà la gara di domenica contro gli Houston Rockets, per via di una slogatura al polso destro. Non è chiaro quando Rondo, che ha giocato 29 minuti di media nelle tre partite consecutive giocate dai Pelicans (tutte vinte) questa settimana, si sia infortunato. I Pelicans hanno anche messo in lista Nikola Mirotic come "questionable". 
Kyrie Irving invece si dovrà operare: una procedura "poco invasiva", nella speranza di combattere il dolore continuo al ginocchio, che lo affligge ad intervalli regolari fin dall'infortunio patito durante le Finals del 2015. Irving ha lamentato un riacutizzarsi del dolore i primi di Marzo, e dopo averci giocato sopra, sperando di non doversi operare, ha dovuto alzare bandiera bianca l'11 Marzo, quando è uscito durante una partita contro gli Indiana Pacers e non è più rientrato. I Celtics annunciano che il rientro è previsto tra 3-6 settimane, tra il primo ed il secondo turno di playoff.
Rientro indefinito anche per Kawhi Leonard, col suo infortunio che continua a dividere, anche i suoi compagni di squadra: dopo i rumors (smentiti) di una accesa discussione nello spogliatoio, pesano come macigni le parole di Manu Ginobili ("Non penso che tornerà quest'anno") e di Tony Parker. "Ho dovuto fare otto mesi di riabilitazione. Lo stesso tipo di infortunio di Leonard, con la differenza che il mio era cento volte più grave. Il problema era identico: l’importante è essere positivi" le parole del playmaker francese. Bordate pesanti, che evidenziano una scollatura tra Leonard, che ha scelto di curarsi consultando vari medici, passando tempo in attesa sul da farsi, prima di operarsi, in contrasto con un Parker che ribadisce fiducia assoluta nello staff medico degli Spurs: "Dopo 48 ore dal mio infortunio ero già in sala operatoria, non mi sono preso due settimane per vagliare tutte le ipotesi e le opzioni a disposizione. Non c’era bisogno di ragionarci su, anche perché mi sono sempre sentito nelle mani dei migliori medici del mondo”. Considerando che Parker, con i suoi 36 anni suonati, è in campo, a differenza del giovane Leonard, c'è da credergli. 
Infine, ancora guai per i Golden State Warriors: neanche il tempo di esultare per il rientro di Steph Curry che il due volte MVP si infortuna di nuovo, stavolta per un Javale McGee che gli cade involontariamente sul ginocchio. Per Curry, si tratta di una distorsione al legamento collaterale mediale, e dovrà operarsi: certa la fine della stagione regolare, a rischio l'inizio dei Playoff. Coach Kerr, per quanto sconsolato dalla beffa, è rinfrancato dal fatto che non si tratti della caviglia, croce e delizia dell'All Star. Verrà rivalutato tra tre settimane, all’inizio dei playoff, secondo Wojnarowski.