In questa preseason i Philadelphia 76ers ormai si sono specializzati nel vincere le partite a fil di sirena. Qualche giorno fa avevano freddato i Cavaliers con la tripla di Scott Wilbekin che aveva fatto esplodere il palazzetto, questa volta sono i Nets a pagare le spese dei buzzer dei Sixers, infatti Tj McConnell con un jumper a 6.5” dalla fine ha regalato il 97-95 finale. La partita è stata combattuta e vibrante anche perché Jarret Jack l’aveva pareggiata a 20 secondi dalla fine con una tripla, ma non è bastato per la vittoria. Robert Covington è stato il miglior marcatore a quota 23 punti, ma le assenze sono state diverse in questa partita con Bargnani, Bogdanovic e Robinson da una parte e Noel dall’altra.
Anche a Sacramento la partita tra Kings e Blazers ha regalato emozioni fino in fondo prima della fuga definitiva dei padroni di casa che ha regalato il 94-90 finale. Cj McCollum è stato il miglior marcatore con 30 punti e 5-10 da tre punti, mentre dall’altra parte il migliore è stato Darren Collison a 18 punti e 7 rimbalzi. Con la partita in bilico nel quarto periodo, i Kings hanno compiuto lo strappo lasciando i Blazers senza punti per cinque minuti producendo il 12-0 che li ha portati sul 91-84, distacco che poi non hanno più perso sino alla fine. Marco Belinelli ha chiuso a quota 11 punti.
A Winnipeg è andata in scena la partita tra Chicago Bulls e Minnesota Timberwolves. In Canada Wiggins ovviamente è stato il padrone e ha ricevuto una vera e propria standing ovation all’entrata con 15.000 persone ad acclamarlo e molti con la sua canotta sugli spalti. La prestazione non è di quelle da ricordare con 9 punti in 24 minuti di utilizzo. Anche i Bulls hanno avuto modo di farsi applaudire dai tifosi dopo che a due minuti dalla fine del primo tempo avevano già creato un gap di 22 punti. Nel terzo periodo Minnesota rientra fino al -10, ma Chicago riprende le redini del gioco e va a chiudere con i 18 punti di E’Twan Moore.
Tutto facile anche per i Detroit Pistons che vincono agilmente in casa dei Milwaukee Bucks, nonostante fossero segnati da qualche piccola scaramuccia interna con Van Gundy che ha già tacciato Reggie Jackson di eccessivo egoismo.
Il protagonista di serata è Marcus Morris che segna 17 dei suoi 21 finali che ha propiziato il 18-4 con cui i Pistons hanno iniziato il match, non voltandosi poi più indietro.
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