Gli Atlanta Hawks nella notte hanno battuto i Boston Celtics grazie a un’ottima prova di squadra e un attacco decisamente in ritmo, ma già prima della palla a due, l’appuntamento importante non era solo la partita, ma anche l’intervallo dove è stata ritirata la maglia di Dikembe Mutombo.
The Great Mutombo Fandango è stato firmato da free agent nel 1996 e ha avuto una carriera lunga 18 anni, girando cinque squadre e arrivando alla finale NBA con i Philadelphia 76ers nel 2001, dove solo uno Shaq versione dominatore del mondo gli ha tolto la gioia del titolo.
Ha ricevuto diverse onorificenze nella sua carriera tra cui il premio di difensore dell’anno per ben otto volte, infatti di lui si ricorda il famoso ditone a tergicristallo, antenato del “not in my house”. La sua intensità e voglia sul campo erano il riflesso di una persona, pacata, tranquilla e dall’enorme regalità che era percepibile ogni volta che arrivasse in un posto. Ovviamente ha fatto tantissimo per la sua Africa, sfruttando la sua fama e i suoi guadagni, sposando in maniera convinta la causa costruendo un ospedale in Congo che ha curato ben 140.000 persone sino ad oggi.
Ovviamente la sua maglia si è issata sul soffitto della Philips Arena per ciò che ha fatto in campo e per ciò che ha significato per la comunità di Atlanta. “Non pensavo davvero che avrei mai visto la mia maglia ritirata da qualche parte –ha detto- è un’emozione unica e irripetibile. Il mio nome sarà nella storia per sempre”.
Alla cerimonia hanno partecipato ovviamente Adam Silver, il sindaco Kasym Reed, l’owner Tony Ressler e l’ex stella degli Hawks Steve Smith.
Tutte le più importanti personalità di Atlanta hanno reso onore a un campione inserito nella Hall Of Fame di Springfield, ma anche una persona dalla smisurata qualità morale che rimarrà sempre nei cuori di ogni tifoso.
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