La nottata NBA ci ha detto due cose: Steph Curry non è assolutamente di questo mondo e, al momento, l'unica squadra che può anche solo immaginare di battere i Warriors è Oklahoma City.
Abbiamo assistito a una delle partite più belle, vibranti, entusiasmanti e piene di talento degli ultimi anni, con continue prodezze da parte dei fenomeni (soprattutto Steph) situazioni incredibili e rovesciamenti irreali. Nonostante una pioggia di triple impossibili di Curry, OKC con una bomba di Durant era avanti di 4 a 14" dalla fine, ma un canestro facile subito e una palla persa assurda di Durant regalano l'ultimo tentativo ai Warriors. E' lo stesso Durant che a 0.7" cade sulla disperata pump fake di Iguodala regalandogli i liberi del pareggio. Sembra finita perchè nell'overtime KD commette il suo sesto fallo su Curry, ma Roberson segna ancora il +3. Westbrook regala il gioco da tre punti del pareggio a Thompson e a 0.6" dalla fine, da poco oltre metà campo, arriva la tripla della vittoria di Curry che fa esplodere il mondo, quasi anche i tifosi di OKC che hanno subito la beffa. Solo i Lakers del 98-99 avevano raggiunto matematicamente i playoffs a febbraio, con 12 triple Curry pareggia il record storico di triple in una singola partita e con queste ha superato il suo passato record di triple in stagione.
Siamo ufficialmente testimoni della storia.
Gli antagonisti dei Warriors hanno la maglia neroargento e hanno giocato a Houston terminando il loro infinito viaggio in trasferta a causa del rodeo. Sostanzialmente hanno passeggiato su quello che resta degli Houston Rockets con una prova equilibrata e dosando anche lo sforzo. La difesa e la ripartizione delle responsabilità offensive ha fatto il resto con un super LaMarcus Aldridge da 26 punti e 16 rimbalzi, mentre Leonard ne ha messi 27 per assicurarsi un ottimo 7-1 nel tour di trasferte. Ora si torna a casa con le cinquanta vittorie raggiunte e un secondo posto in cassaforte...se solo non ci fossero i Warriors...
A Chicago è andato in scena il Lillard show con tutto il campionario di talento offensivo messo in scena da quello che è il leader di una squadra incredibile. Chicago ha subito tutto da lui: tiri da tre, entrate, floater senza riuscire a fermarlo. Ci hanno provato con l'attacco e un Pau Gasol formato MVP da 22 unti, 16 rimbalzi e 14 assists, ma non è bastato.
I playoff della NBA sono finalmente cominciati. Da questa notte è partita una vera e propria seconda stagione in cui, come per magia, l'intensità sul parquet si quadruplica e le stelle iniziano ad ingranare marce via via sempre più alte per provare ad agg...
Dopo Pino Sacripanti che ci ha riportato in patria tra Scandone Avellino e nazionale under 20, prendiamo il nostro aereo di linea e voliamo negli Stati Uniti, più precisamente a Houston dove andiamo a trovare Gianluca Pascucci Vice President Player Personnel degli Houston ...