Dopo la standing ovation tributatagli dal Wells Fargo Center e la sconfitta con i Sixers, Kobe Bryant gioca una partita “alla Kobe” in casa dei Wizards che venivano dall’importante vittoria contro i Cavs.
Infatti contro ogni pronostico i Lakers passano nella capitale grazie ai 31 punti del Mamba che inscena un notevole duello con John Wall (34) a suon di canestri. Nel finale è una lotta a due con jumper difficilissimi del 24, contro floater o penetrazioni altrettanto difficili per il numero 2.
E’ proprio un jumper dai sei metri di Kobe contro Beal a chiudere i giochi e regalare la vittoria ai gialloviola.
Partita dalle grandi emozioni a Detroit dove i Pistons riescono a spuntarla in overtime contro i Suns, grazie a una notevole prova da 34 punti e 16 assists di Reggie Jackson. Nel primo tempo sono un paio di sue giocate a far salire i decibel, compresa la tripla da metà campo che manda tutti negli spogliatoi. Nel quarto periodo sembra tutto in mano a Phoenix che vola sul +16, ma un’incredibile rimonta firmata Drummond e Jackson riequilibra la gara che finisce all’overtime sull’errore dello stesso Bledsoe. Nel prolungamento Detroit va avanti, ma è ancora Phoenix ad avere la palla del pareggio che non va.
Golden State continua la sua corsa a Charlotte. Nel prepartita Dell Curry, broadcaster degli Hornets dice al figlio: “Non rubarmi la scena che è la mia serata”. Ovviamente Steph non garantisce, infatti chiude con 40 punti in tre quarti (14-18 dal campo e 8-11 da tre), di cui 28 nel solo terzo quarto dove segna in ogni modo possibile e non. Per impreziosire la prestazione decidere di mettere tutti gli ultimi 24 punti consecutivi della sua squadra nel terzo quarto per mettere la partita in ghiaccio. Irreale.
A Chicago continua la corsa dei Bulls che trovano un Pau Gasol in formato Europei che chiuderà con 26 punti e 19 rimbalzi. Il catalano segna da ogni punto del campo e manda letteralmente in tilt la difesa degli ospiti. Serata dispari per Danilo Gallinari che chiude a 13 punti ma con 5-15 dal campo.
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