Towns e Russell al debutto in Summer League l'uno contro l'altroIl risultato della sfida che vedeva contrapposti la chiamata numero 1 e la numero 2.
Qualche giorno fa era toccato a Jahlil Okafor, terza scelta all'ultimo draft bagnare il proprio esordio tra i professionisti in Summer League con la maglia dei "suoi" Philadelphia 76ers. Nella notte, invece, l'attenzione è stata tutta concentrata sulla sfida tra i Minnesota Timberwolves ed i Los Angeles Lakers, sfida che contrapponeva la prima scelta assoluta, il dominicano Karl-Anthony Towns e la numero 2 D'Angelo Russell dell'ultimo draft. L'interesse mediatico per questo primo confronto era piuttosto elevato, soprattutto oltre Oceano, e, forse, un pizzico di nervosismo di troppo ha limitato la prestazione, ancora prima delle statistiche dei due ragazzi. Il centro dei T-Wolves ha chiuso la propria sfida con 12 punti, 3 rimbalzi, 4 assist ma anche 9 falli commessi (c'è anche chi ha fatto peggio: Black ha chiuso la sua sfida in doppia cifra). Il playmaker di LA con 8 punti, 5 rimbalzi, 6 assist ma anche 7 falli commessi e ben 5 palle perse. A rubare la scena nella vittoria per 81-68 in favore della franchigia del Minnesota sono stati i "veterani" Zach Lavine (24 punti e 6 rimbalzi) da una parte e Jordan Clarckson (23 punti con 3 rimbalzi) dall'altra. "Ho iniziato come tutti gli altri rookie, è inutile mentire: avevo le farfalle nello stomaco", le prime parole della first pick. "Ero molto nervoso, sentivo le gambe pesanti. E' la prima partita che gioco davanti a tutti come rookie. La cosa migliore però, e penso che si sia visto in campo, è che per quanto giovani siamo abbiamo già raggiunto una grande chimica di squadra. Abbiamo fatto un ottimo lavoro stasera", ha poi aggiunto. Nonostante le ovvie difficoltà e la più che comprensibile emozione, però, Towns ha davvero impressionato i propri compagni di squadra, a partire proprio da Lavine: "Karl può davvero essere un grande passatore", ha dichiarato l'ultimo vincitore della gara delle schiacciate. "Di solito nella sua condizione si può tendere a strafare, forzando le conclusioni. Invece lui ha fatto tutto molto bene. Questa è sicuramente una gran cosa per lui e per la nostra squadra". Entusiasta, nonostante la pesante sconfitta, si è detto invece la seconda chiamata che non vedeva l'ora di debuttare con la storica casacca dei Lakers: "E' stato fantastico. Certo, io non ho giocato benissimo. Ho commesso un sacco di peccati di gioventù. Non sempre ho prestato attenzione al mio marcatore e, onestamente, ho dormito un po' in difesa. Queste sono cose che ti puoi permettere maggiormente quando sei al college ma non puoi farlo tra i professionisti. Ma ho tanto tempo per abituarmi e migliorare". Eh già, il tempo è dalla loro... E, come direbbe Goehte, "Se è vero che la giovinezza è un difetto, ce ne correggiamo in fretta", purtroppo, aggiungo io. Altre notizie - NBA
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