Una figuraccia, senza mezzi termini. L’Olimpia Milano viene presa a schiaffi dalla Red October Cantù dal primo all’ultimo minuto e viene clamorosamente eliminata (105-87) nei quarti di finale di Coppa Italia. Non c’è mai partita al Mandela Forum, con i brianzoli migliori in tutto rispetto alla formazione di Pianigiani: dall’atteggiamento alla grinta, oltre ovviamente al lato tecnico sui due lati del campo, dove la difesa è inesistente e l’attacco troppo spesso affidato alle individualità. Così, nonostante le pesanti assenze di Culpepper e Crosariol, la squadra di Sodini fa quello che vuole, comandando nettamente per tutti i 40 minuti di gioco, senza che mai il risultato fosse in discussione.
A sorpresa è Tarczewski l’escluso per turnover (oltre a M’Baye), nonostante le lacune dei brianzoli vicino a canestro. Il primo tempo della partita della formazione biancorossa è imbarazzante: sempre in ritardo in difesa, attacco con pochi passaggi e troppe azioni individuali. Così, la pur rimaneggiata Cantù domina sui due lati del campo: in doppia cifra di vantaggio dopo 6’, con i punti di Thomas, a +15 in avvio di secondo e quarto ed anche a +17 (21-38 al 13’), con uno Smith scatenato. L’EA7 è solo qualche canestro di Bertans e Theodore, poi tanta confusione e tensione, così un nuovo 10-0 brianzolo, con la schiacciata di Chappell, vale il nuovo massimo vantaggio (33-54 al 19’).
Ci si attende almeno una reazione d’orgoglio di Milano, ma l’avvio di ripresa segue lo stesso trend della prima frazione e la Red October sale addirittura a +22, con la tripla di Thomas. Ovviamente la squadra di Sodini prende grande entusiasmo e coraggio, trovando anche canestri difficili, come quelli di Parrillo e Maspero per l’ennesimo aggiornamento del massimo vantaggio (54-79 al 28’). Il punteggio diventa anche umiliante per una delle peggiori prestazioni dei tempi recenti (e forse non solo) dei biancorossi, considerando la situazione delle due squadre. A nulla serve l’inutile tentativo finale, con il -14 firmato da Goudelock, per cambiare i giudizi di una prova terrificante. E siamo a fine febbraio...
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