Non è un bel momento per il basket mondiale. Dopo le morti di Dawkins e Malone ed il dramma delle ultime ore di Lamar Odom, un altro giocatore di rilievo nella storia della pallacanestro (questa volta europea) è scomparso: si tratta di Nate Huffman, il 'gigante di Battle Creek'. E’ l’ex centro del Maccabi Tel Aviv, autore di un triennio straordinario con la squadra israeliana a cavallo di fine ed inizio millennio, in cui vinse la Suproleague 2011 da MVP e raggiunse una finale ed una semifinale di Eurolega.
Non è un fulmine a ciel sereno, visto che lo scorso 29 settembre aveva comunicato la notizia del cancro al polmone terminale che l’aveva colpito. Purtroppo, Nate non è riuscito a vincere la sua battaglia ed oggi è arrivato il triste annuncio della sua morte, dopo questa lunga malattia, all’età di 40 anni. Anche la sua carriera non era stata particolarmente fortunata, visto che, dopo la felice esperienza israeliana, un grave infortunio al ginocchio lo costrinse al ritiro precoce.
Era ai Toronto Raptors (nel 2002) e, due anni più tardi, provò a rientrare sul parquet, ma il periodo di prova con la Scavolini Pesaro non fu nemmeno iniziato, visto che il giocatore non superò le visite mediche ed il club marchigiano fu costretto a rescindere l’accordo trovato. Così si chiuse definitivamente la sua carriera, dopo cui decise di finanziare un campo da basket per bambini e si sposò con Michelle, con la quale ha avuto un figlio, ora di cinque anni. Ciao Nate.
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