“Ora regoliamo i conti”: Francia-Spagna, la rivalità si accende

Grande attesa nelle due nazioni per la semifinale di domani sera a Lille
16.09.2015 16:13 di  Fabio Cavagnera  Twitter:    vedi letture
L'Equipe
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Domani regoliamo i conti”, titola ‘L’Equipe’. L’atmosfera attorno a Francia-Spagna è già caldissima, per la rivalità più sentita a livello europeo: domani le due compagini si affronteranno a Lille per un posto nella finale di Eurobasket 2015 (e per Rio 2016) e l’attesa in Francia è spasmodica. Già dagli ottavi di finale, lo Stade Pierre-Mauroy è stato ostile agli iberici, con fischi e ‘buu’ in direzione della compagine di Scariolo. Ora c’è lo scontro diretto e domani sera ci sarà un palazzo dello sport rovente e sicuramente esaurito, per provare a trascinare Tony Parker e compagni all’atto conclusivo.

La stella dei San Antonio Spurs, tuttavia, prova a buttare un po’ di acqua sul fuoco: “Capisco la rivalità - le sue parole della vigilia della sfida - ma non ho odio o particolare rabbia, quando gioco contro di loro o contro Pau Gasol. Anzi, per me la Spagna è un esempio”. Proprio i transalpini, un anno fa, diedero uno dei più grandi dispiaceri alle Furie Rosse, eliminandole clamorosamente ai quarti di finale davanti al pubblico amico ai Mondiali 2014: “Giocheremo contro una squadra vogliosa di rivincita - le parole di Vincent Collet - L’unica idea nella loro testa è quella di negarci la finale davanti al nostro pubblico”.

E’ proprio questa l’idea di Pau Gasol, come detto subito dopo la vittoria degli iberici contro la Grecia, quando ancora non si sapeva se i transalpini avessero vinto il proprio quarto di finale: “Siamo venuti qui per batterli a casa loro”, le sue parole rivolte ai compagni di squadra. “Occhio per occhio, vendetta per vendetta”, è il titolo del quotidiano spagnolo ‘Marca’. Mentre Sergio Scariolo prova ad abbassare un po’ i toni: “Non sarebbe intelligente pensare all’anno scorso”. Ma domani sera, alle ore 21, ci sarà tanta elettricità nell’aria, per quella che per molti è una finale anticipata. Anche se le squadre dell’altra parte del tabellone, non sono d’accordo.