La bella vittoria con Israele ha messo in luce, oltre agli attesi leader, i volti nuovi della Nazionale. Giocatori per la prima volta ad una manifestazione importante con l’Italia e capaci di scendere in campo senza mostrare la tensione degli esordienti, ma subito pronti. Parliamo innanzitutto di Paul Biligha: il neo giocatore di Venezia è entrato per i problemi di falli di Cusin ed ha portato grande energia. “Sono entrato in un momento in cui Cusin aveva 3 falli: dovevo coprire dietro ed aiutare la squadra – ha spiegato - E’ andata bene perché abbiamo seguito quello che ci aveva detto Messina”.
Ed il ct ha mostrato grande fiducia, non avendo alcuna paura a convocare e mettere in campo un esordiente: “Non mi aspettavo la convocazione e sono stati 40 giorni di lavoro molto tosto, con tante cose nuove per me – ha proseguito – mi hanno fatto crescere e sono molto contento di questa grande esperienza”. Un po’ lo stesso percorso fatto da Ariel Filloy, un altro giocatore al primo appuntamento azzurro: “Sono arrivato senza grandi aspettative al raduno, però ho visto che Ettore ha grande fiducia in quello che potevo dare alla squadra. Ed ora spero di andare avanti così”.
Non solo il coach, ma anche i veterani hanno aiutato i nuovi nell’inserimento: “C’è un bel rapporto – spiega Biligha - Noi portiamo la nostra energia, loro ci aiutano al meglio per entrare nel gruppo e negli schemi della squadra”. E si è visto sul parquet, in una partita in cui tutti hanno portato il loro mattoncino: “Tutta la squadra è entrata con lo spirito giusto – dice Filloy - se la partita è indirizzata nel modo giusto, è più facile entrare anche dalla panchina. Con partite più chiuse, vedremo”. Ma senza porsi limiti, come dicono entrambi: “L’obiettivo è vincere ed andare il più lontano possibile”. Con la stessa faccia tosta, già dalla partita di domani pomeriggio con l'Ucraina.
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