VERSIONE MOBILE
 
 Giovedì 2 Giugno 2016
NBA PLAYOFF

I Thunder non l'hanno persa, i Warriors se la sono presa

Analisi di gara 7 tra Thunder e Warriors, una serie che entrerà nella storia dei playoff NBA.
31.05.2016 18:00 di Sergio Cerbone Twitter:   articolo letto 269 volte

Steph Curry infila un’altra tripla nei momenti caldi del quarto periodo, morde la maglia da gioco alla Kobe Bryant, si rivolge verso il pubblico delle prime file a cui grida: “Non andiamo a casa, non andiamo a casa”. È la fotografia di un’intensa, spettacolare gara 7, culmine di una serie che entrerà nella storia dei playoff NBA, con OKC che l'ha guidata per lunghi tratti, andando a un passo dal conquistare le Finals.

I Warriors hanno completato una rimonta storica (dall'1-3) aggiungendo così un’altro record a una stagione che ne ha registrati già molti. La firma in calce dell'impresa arriva ovviamente dagli Splash Brothers, autentici protagonisti soprattutto in gara 6 e 7.
“Non c’è nulla di scontato in questa Lega -dice Curry- quello che abbiamo fatto finora è stato importante e siamo contenti di avere una nuova possìbilità di giocarci una finale”.
L’MVP ha messo a segno 36 punti con sette triple, finendo (ovviamente record) con 32 bombe totali in una serie di playoff. Thompson ha chiuso con 21 punti, due giorni dopo aver segnato quelle undici triple (altro record all time) che hanno spinto Golden State a giocarsi gara 7 in casa alla Oracle Arena.

I Warriors sono la decima squadra a completare la rimonta da un passivo di 1-3 ai playoff: “Abbiamo dato tutto quello che avevamo -dice Kerr- è stata durissima, ma questa squadra ha una forza incredibile”.
Lo slogan “Strength in Numbers” coniato proprio dal coach dei campioni in carica, si è rilevato molto azzeccato.
Kerr ha giocato la carta Andre Iguodala in quintetto al posto di Barnes, per averlo più minuti possìbili in marcatura su Durant che è stato tenuto a "soli" 27 punti con 10-19 dal campo.

Gara 7 è stata un microcosmo di tutta la serie. I Thunder hanno conquistato più rimbalzi, distrubuito gli stessi assist, perso meno palloni, tirato più liberi e con percentuali da due migliori dei Warriors. Le statistiche indicano che OKC è la squadra che per la maggior parte di questa serie ha sovrastato la squadra delle 73 vittorie. Il 38 su 82 da tre punti in gara 6 e 7 e il 17 su 37 della partita decisiva ha fatto la differenza.

È lo stesso Kevin Durant a sintetizzare i numeri: “Ci hanno battuti da tre nelle ultime due partite, noi li abbiamo battuti in tutto il resto, questa è stata la chiave della serie”.
L'unica critica che si può muovere a OKC è il non aver saputo reagire ai momenti dove Golden State ha segnato canestri impossìbili. Da sottolineare come i “tiri impossìbili” sono stati il game plan forzato della squadra di Kerr, ritrovatasi a giocare un attacco stagnante per merito dei centimentri e della difesa asfissiante di KD e compagni. Gli Splash Brothers hanno segnato nei momenti decisivi perchè sono capaci di farlo. Contro una squadra “normale”, gli sforzi di Oklahoma sarebbero stati sufficienti per arrivare alla rivincita con LeBron James. Dopo aver battuto gli Spurs sembrava davvero dovessere essere il loro anno. Ma una squadra dalle 73 vittorie è tutto fuorchè normale e questa stagione lo ha dimostrato più volte.
Gli errori errori ci sono stati, ma quello che hanno veramente sbagliato i Thunder è stato il “timing” avendo incontrato questi Warriors nel momento migliore della loro forza.

È lo stesso Donovan a ribadire questo concetto: “Quella che ci ha battuto è forse la squadra più forte di tutti i tempi”.I Thunder di queste sette partite hanno rappresentato la sfida più grande per i Warriors e per i Dubs la parte difficile è passata. Sì, perchè come sì può immaginare che ora ci sia qualcosa di più ostico di KD e Westbrook?

I Cavs hanno “passeggiato” ad Est arrivando alle Finals senza mai aver affrontato un elimination game, mentre i Warriors lo hanno dovuto fare per tre volte nella stessa serie. La squadra di LeBron ha condotto 2-1 la serie dell’anno scorso nonostante le assenze di Kyrie Irving e Kevin Love, ma dopo una battaglia come quella con OKC, dove ci sono voluti i migliori Curry e Thompson, è difficile ipotizzare che ora Golden State non finisca il lavoro.


Altre notizie - NBA playoff
Altre notizie

NBA FINALS PREVIEW: REPEAT WARRIORS OR REDEMPTION CAVS?

Dodici mesi dopo. Stessi luoghi, stesso periodo, stessi interpreti anche se con qualche honorable mention in più. Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers si ritrovano sul palcoscenico delle finali NBA, un anno dopo il titolo dei Warriors al cospetto di un commove...

33°PUNTATA: V.ESPOSITO, IL PRIMO IN NBA E LE DIFFERENZE GIOCATORE-COACH

33°puntata: V.Esposito, il primo in NBA e le differenze giocatore-coachNella 33° puntata di Backdoor Podcast siamo ritornati tra le mura amiche, avendo come ospite il primo esponente del nostro basket da esportazione negli States. Attualmente siede sulla panchina della Giorgio Tesi Group Pistoia e l’ha portata a una Final Eight di Coppa i...
Fulvio Collovati

HACKETT CAMPIONE, MELLI E DATOME IN FINALE: CHE FORTI GLI ITALIANI

Il basket italiano d'esportazione è sinonimo di successo. Mentre nella nostra Serie A Beko deve ancora cominciare...

LA FIBA CI RIPENSA: REINTEGRATE LE NAZIONALI SOSPESE DA EUROBASKET

Prove di disgelo. Con un comunicato, la FIBA, la Federazione internazionale della pallacanestro, ha revocato...

VILLANOVA È CAMPIONE NCAA, MA È TUTTO MERITO DEL BUZZERBEATER DI JENKINS?

Villanova è campione NCAA, ma è tutto merito del buzzerbeater di Jenkins?Se chiedessimo a chi ha visto la Finale NCAA perché ha vinto Villanova, praticamente tutti direbbero che il merito...
   Basket | Serie A | Olimpia Milano | NBA | Eurolega - Basketissimo.com Norme sulla privacy | Cookie policy   
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI