“Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci", è uno dei tanti messaggi che ci ha trasmesso Michael Jordan, il più grande giocatore di pallacanestro di tutti i tempi. Evidentemente, questi Golden State Warriors, che proprio ai Bulls di MJ hanno sottratto il record per il maggior numero di vittorie in regular season, hanno attinto a piene mani dalla filosofia del numero 23, realizzando un'impresa incredibile senza rinunciare a provarci mai. E, senza scomodare inutili ed impraticabili paragoni, è Steph Curry, uno che il gioco potrebbe rivoluzionarlo proprio come fu con Jordan, il trascinatore della vittoria in gara 7 con 36 punti e la giocata che guida la nostra Top-5. Con poco più di 4 secondi rimasti per la fine del primo tempo, il numero 30 percorre tutto il campo e lascia partire una piuma che bacia il tabellone e buca il canestro, anticipando anche i led luminosi.
Completano il podio: la bomba dai 9 metri del solito, infallibile, Curry e la scorribanda offensiva di un rinato Shaun Livingston che si fa beffe della 'difesa' dei Thunder ed inchioda due punti al tabellone.
Dodici mesi dopo. Stessi luoghi, stesso periodo, stessi interpreti anche se con qualche honorable mention in più.
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