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 Giovedì 2 Giugno 2016
NBA PLAYOFF

Comeback completato, Warriors in finale NBA sulle ali di Curry

Curry gioca una gara 7 da MVP e porta di peso i suoi alla seconda finale consecutiva.
31.05.2016 07:34 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 441 volte

I Warriors completano un’epica e insperata rimonta ai danni degli Oklahoma City Thunder, vincono gara 7 per 96-88 con una prova mostruosa di Steph Curry e ritornano in finale per il secondo anno consecutivo, contro gli stessi avversari e la speranza di avere lo stesso epilogo. Possiamo dire che non ha vinto la squadra che ha espresso il miglior basket e la miglior qualità di gioco, ma quella che ha l'animo e i connotati dei veri campioni che non mollano mai e riescono in imprese incredibili anche solo per il pensiero dei comuni mortali.

Come preannunciato da Durant nei giorni prima del match, i Thunder non si presentano alla Oracle per un funerale, ma aggrediscono il match, impongono il loro ritmo e creano diversi problemi ai Warriors con il pick and roll centrale di Westbrook e Adams che li porta in vantaggio. Iguodala è nei primi cinque al posto di Barnes per dare fastidio a Durant in difesa, mentre dall’altra parte Thompson ha le polveri bagnate e sbaglia i primi sette tiri del match.
Si vede chiaramente, però, che Curry è in una serata di attack mode e comincia a macinare il suo gioco, le sue triple e a far letteralmente impazzire la difesa avversaria: “Dobbiamo essere contenti per ciò che abbiamo fatto -dice l’MVP- ma ora dobbiamo concentrarci per mettere insieme altre quattro vittorie e raggiungere il nostro obiettivo”.
Ciò che sembrava solo una chimera sette giorni fa, ora è una reale possibilità: “Non abbiamo mai avuto dubbi che avremmo potuto vincere -prosegue Green- Nessuno ha mai visto una squadra che ha vinto 73 partite in regular season sotto 3-1, ma ce l’abbiamo fatta”.
I Thunder nel primo tempo hanno sostanzialmente controllato il match andando anche in doppia cifra di vantaggio, chiudendo con un gioco da tre punti di Westbrook, prima del buzzer beater di Curry che ha tenuto in vita i padroni di casa sul -6 alla pausa lunga.

Il terzo quarto spezza in due la partita. I Dubs mettono in scena il loro miglior quarto per qualità offensiva della serie con 29 punti e con due triple in fila di Thompson e Iguodala trovano il sorpasso. Westbrook commette sfondamento, Barnes infila la tripla dall’angolo e quando anche Varejao mette un canestro in entrata, la Oracle è una Santa Barbara e i Warriors volano in doppia cifra di vantaggio.
Sembra il colpo del ko per i Thunder, che dopo lo sbandamento provano a riprendersi con Durant (27 con 10-19) e su due suoi canestri riesce a tornare anche a -4 con meno di due minuti sul cronometro. Ma Curry è l’MVP e lucra un fallo sul tiro da tre a Ibaka per rimettere sette punti di distacco che vogliono dire seconda finale NBA consecutiva e una rimonta completata con incredibile forza di volontà da parte dei campioni: “Ci siamo aggrappati alle nostre forze con le unghie e con i denti -ha detto Kerr nel post partita- e la clutch performance di Curry è il motivo per cui lui è l’MVP”.
Dall’altra parte c’è tantissima delusione perché la finale era davvero a un passo: “Fa male perdere così -dice Durant- eravamo sopra 3-1, ma ognuno ha lasciato ogni stilla di energia sul campo”.
E anche per Donovan c’è oltre alla delusione il riconoscimento del valore avversario: “Hanno vinto 73 partite, sono la squadra più forte della storia recente NBA e noi siamo andati vicini ad eliminarli. E’ un peccato, siamo dispiaciuti, ma abbiamo lottato sino in fondo”.

Ora è il momento di rivivere la sfida tra Curry e James, tra Warriors e Cavs, tra il repeat e la novità. Si parte giovedì e ci sono tutti i presupposti per un’altra lunga, esaltante e indecisa serie finale.


Risultato:
Thunder@Warriors 88-96 (Warriors vincono la serie 4-3)


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