Paul George viene premiato prima dell’inizio della partita come giocatore del mese per la Eastern Conference, ma i suoi Pacers partono molto male, finendo sotto subito 26-5. Sembra una lunga notte per la squadra di Vogel, invece con un parziale di 39-4 riportano la partita in equilibrio, operando il sorpasso già sul 29-28 a inizio secondo quarto. Jordan Hill produce punti e rimbalzi vicino a canestro, mentre George carica i suoi con giocate da campione e in un baleno la partita è ribaltata. Indiana vola via fino ai 14 punti di vantaggio ipotecando il match e lasciando al palo i Raptors.
Succede di tutto a Detroit, dove i Clippers fuggono con una rocambolesca vittoria in overtime. Nel finale la partita è in equilibrio, Crawford segna il libero e Reddick si premura di fare fallo immediato su Drummond. Con Detroit avanti di tre è proprio Reddick a infilare la tripla dell’overtime. Nel prolungamento, con ancora il risultato in equilibrio, un avventato raddoppio su Griffin libera Crwaford per la tripla decisiva. Jackson in lunetta segna il primo libero, sbaglia il secondo e arrivano cinque secondi di tentativi di tap in dei Pistons. Prima Drummond, poi Jackson in fade away, poi ancora una serie di tocchi prima della sirena che regala la vittoria a Los Angeles.
Nello scontro tutto Eastern Conference i Miami Heat centrano un’importantissima vittoria a casa degli Atlanta Hawks grazie a una prova corale. Gli uomini chiave del match sono Chris Bosh che chiuderà con 24 punti, 10 rimbalzi e 3 assists, assieme a Gerald Green che uscendo dalla panchina ne produce 20 con 9-14 dal campo. Dall’altra parte non basta un sontuoso Bazemore da 28, perché la lenta ma costante fuga degli ospiti non subisce rimonte e il +12 finale è quantomai meritato.
Che non sia la stagione dei Rockets pare evidente e anche i Denver Nuggets ne approfittano trovando una prova mostruosa di Will Barton, che si rende protagonista anche di una schiacciata sulla linea di fondo da raccontare ai nipotini.
E’ tutto suo il palcoscenico del match, infatti domina con il suo atletismo e la sua attività portando a casa 23 punti e 9 rimbalzi, coadiuvato da Harris che ne mette 21 e un solidissimo Gallinari da 15, 7 assists e 5 rimbalzi. Per Houston ci sono 24 di Harden, ma è notte fonda.
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