I Chicago Bulls hanno iniziato la loro opera di modellamento del roster esattamente mercoledì scorso, quando hanno deciso di scambiare Derrick Rose e sostanzialmente togliere quello che era stato il cardine di questa squadra negli ultimi anni: “Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto il miglior record a Est -dice Forman- abbiamo costruito una delle migliori squadre possibili, un gruppo di grande talento che avrebbe potuto vincere uno o più titoli se non ci fossero stati i tantissimi infortuni. Ora è venuto il momento di cambiare e dare un nuovo look a questa franchigia”.
Lo scambio che ha coinvolto Rose ha fatto rumore ma non ha necessariamente colto di sorpresa molti, perché era l’unico modo per cominciare davvero a ricostruire. Oltre alla sua dipartita i Bulls dovranno fronteggiare la free agency di Joakim Noah e Pau Gasol, i quali sembrano direzionati altrove: “Di sicuro hanno molte scelte a loro disposizione –prosegue Forman- e se all’inizio dell’estate c’era una moderata positività sulla rifirma del francese, ora sembra sempre più probabile che si accaserà altrove”.
Il discorso può valere anche per Gasol, che forse aveva ancora meno possibilità del compagno di rimanere in una squadra dove nella scorsa stagione non ha reso come dovrebbe.
Oltre a loro c’è anche l’intenzione di scambiare il terzo lungo veterano, autore di tanti successi e pretoriano doc di Tom Thibodeau, ovvero Taj Gibson, che ha ancora un anno di contratto da otto milioni di dollari. Il processo di ringiovanimento pervede più spazio per Mirotic e Valentine che verrebbero parzialmente chiusi dall’ala e anche di Mike Dunleavy che sembra anch’egli destinato altrove.
L’ultimo nodo da sciogliere riguardo alla prossima stagione e anche il futuro più lontano è la presenza di Jimmy Butler. L’All Star che rappresenterà anche Team USA alle prossime olimpiadi è stato letteralmente l’unico faro della stagione appena conclusa, nonché un giocatore in completa e continua ascesa che ha avuto parole al miele per il compagno Rose dopo la sua dipartita da Chicago. Nonostante questo Jimmy è stato inserito in voci di trade molto credibili con i Minnesota Timberwolves che con coach Thibs alla guida sono alla ricerca del suo pretoriano doc.
In sede di draft non se ne è fatto nulla principalmente per il desiderio dei Bulls di avere Lavine, rispetto all’offerta di Rubio, ma epidermicamente è uno scambio che potrebbe essere ripreso molto presto e arrivare a compimento.
Con la sua dipartita i Bulls abbatterebbero completamente tutto ciò che hanno costruito in questi anni per ripartire da zero e non si parlerebbe più di “restyling” come ha detto Forman, ma di vero e proprio rebuilding.
Anche Fred Hoiberg ha parlato ai microfoni e nonostante un lapsus freudiano che lo ha visto chiamare Brook al posto che Robin il suo nuovo Lopez, ha affermato che lui e Butler possono tranquillamente coesistere e che il loro rapporto è privo di problemi.
Probabilmente dover spiegare questo alla stampa potrebbe sembrare un principio di problema, ma il coach dei Bulls è chiamato a un processo lungo e faticoso per riportare in auge i Bulls che hanno raccolto molto poco rispetto al seminato negli ultimi dieci anni.
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