I Knicks hanno aperto ufficialmente le danze delle trade estive portandosi a casa, non senza polemiche, Derrick Rose da Chicago provando a rinverdire i vecchi fasti della sua carriera.
L’obiettivo è di formare un mostro a tre teste con Anthony e Porzingis che lo liberi da alcune responsabilità da prima punta e possa permettergli di preservarsi dal punto di vista fisico ed atletico, nonostante l’evidente logorio e leggerezza strutturale.
Rose in una particolare intervista nei giorni scorsi ha detto di dovere tantissimo alla città di Chicago e all’organizzazione dei Bulls, salvo poi ringraziare la società per averlo scambiato: “Non so tutti i motivi per cui è avvenuta questa trade, ma ringrazio la dirigenza di Chiacago per averla fatta e avermi permesso di essere un Knick”.
Sembra esserci molta euforia sia da parte del giocatore che da parte del pubblico per il suo arrivo e ovviamente si è già sprecata la frase: “Voglio essere un Knick fino alla fine della mia carriera”.
Dopo questo movimento, i New York Knicks sono stati coinvolti in un altro rumor che ha del curioso. Infatti pare che ci sia stato un contatto per riportare Jeremy Lin all’ombra della grande mela. Il taiwanese di Harvard aveva fatto letteralmente scoppiare la Linsanity nel 2012 quando prese in mano la squadra dei Knicks, all’epoca ben più derelitta di quella di oggi, per guidarla in una metà stagione al limite della fantascienza e portarla perlomeno al livello mediatico che meritava. I risultati di squadra cambiarono relativamente le sorti della stagione, ma lui si mise ufficialmente sulla mappa dei giocatori di rilievo, spuntando successivamente contratti molto buoni.
Ora è tornato free agent e viene da una stupenda stagione giocata con gli Charlotte Hornets che lo ha portato a un’eliminazione al primo turno per mano degli Heat, ma anche un nuovo ruolo e soprattutto nuove convinzioni che lo hanno portato a decidere diverse partite uscendo dalla panchina per Coach Clifford.
Le voci di un clamoroso ritorno ai Knicks si sono prima susseguite e poi smentite dai giornali, ma il diretto interessato ha riferito di non aver affatto escluso la possibilità di tornare a New York: “Non sembra una strada percorribile al momento perché hanno scambiato per avere Derrick Rose –ha detto- ma non ho mai chiuso la porta a un eventuale ritorno, anzi. L’NBA è così, non si può mai dire e proprio per questo motivo non voglio precludere nessuna strada alla mia carriera”.
L’obiettivo di Lin è di trovare una squadra e un contratto pluriennale che possa garantirgli continuità nel momento migliore della carriera: “Ho 27 anni e si suppone che sia il momento più importante della carriera, per questo voglio trovare una casa e cercare di giocarmi al meglio le carte a disposizione per poter competere”.
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