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 Sabato 26 Settembre 2015
NBA

Finals 2016: si parte il 2 giugno, più riposo per chi deve viaggiare

Adam Silver va incontro alle esigenze dei giocatori: un giorno di riposo in più per chi deve viaggiare.
24.09.2015 14:12 di Luca Servadei Twitter:   articolo letto 165 volte
Warriors

In NBA deve ancora iniziare il training camp in vista della stagione 2015/2016 ma la testa di tutti gli addetti ai lavori e dei tifosi è già proiettata alle NBA Finals. Sarà ancora LBJ contro Steph? Riuscirà il "Re" a reimpossessarsi della corona? I San Antonio Spurs potranno chiudere il proprio ciclo con il sesto titolo al pari dei Bulls di MJ? Ci sarà qualche outsider? Ai posteri l'ardua sentenza... Per ora ciò che è sicuro è che le Finals 2016 inizieranno il prossimo 2 giugno e che il formato, finalmente, sarà diverso rispetto a quello degli ultimi anni. 

La NBA ha infatti deciso di rendere più "umano" il rush finale della propria stagione, concedendo ai giocatori impegnati nelle ultime e decisive partite un giorno in più di riposo tra un match e l'altro per "ammortizzare" meglio gli strascichi di ore ed ore in aereo per attraversare il paese da una costa all'altra. Quello di normalizzare le fatiche cui sono sottoposti gli atleti è sempre stato un cavallo di battaglia di Adam Silver che, da quando è diventato Commissioner, si è sempre adoperato per venire incontro alle esigenze dei giocatori. Il calendario 2015-16 ha già visto, infatti, una marcata riduzione dei tanto temuti back-to-back e delle detestate serie di 4 partite in 5 notti.

"Il nostro obiettivo è quello di garantire maggiore riposo e recupero ai giocatori", le parole di Kiki Vandeweghe, vice presidente delle NBA operations, ad ESPN.com. "Abbiamo lavorato duramente con i team e con gli sponsor per abbassare il livello di fatica e dare più tempo tra le partite". Un giocatore più riposato ha, ovviamente, meno possibilità di andare incontro ad infortuni e ciò implica anche una maggiore esposizione per la Lega stessa che potrà porre sotto i riflettori tutte le proprie stelle più brillanti per un maggior lasso di tempo. Chi ci rimette, egoisticamente parlando, insomma, sono solo i fans che dovranno attendere un giorno in più prima di poter rivedere sul parquet i propri beniamini dare vita ad uno degli spettacoli (sportivamente parlando) più elettrizzanti del pianeta.


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