E’ stato per anni il reietto principale della NBA, quando quella notte al Palace of Auburn Hills si scatenò un inferno difficilmente replicabile in un evento sportivo americano. Da quel momento Ron Artest divenne più un colpevole che un bad boy sul campo, sino a quando non vinse il titolo con i Los Angeles Lakers nel 2010. La sua personalità è sempre stata fonte di problemi perché l’innata forza che aveva spesso veniva canalizzata negativamente e per questo motivo ha dovuto seguire diversi percorsi di cure psicologiche per risolvere i propri guai fuori dal campo.
All’interno dei 28 metri lignei ha sempre avuto un ruolo ben definito e la sua durezza difensiva lo ha portato a una grande considerazione tra gli addetti ai lavori, ma anche in questo caso tutta la sua forza era difficile da canalizzare. Ci riuscì solo Phil Jackson che lo rese un giocatore migliore e addirittura in grado di segnare il canestro decisivo in una gara 7 di Finale NBA per regalare ai suoi Lakers il titolo. Dopo quell’highlight della sua carriera tutti ricordano una conferenza stampa dove forse si è visto un Metta World Peace davvero genuinamente felice, a briglie sciolte e senza blocchi imposti dall’esterno. Quello fu il suo vero momento di felicità e glielo regalarono i Lakers prima che poi svernasse tra Cina e Italia nelle ultime stagioni dove è diventato un vero fenomeno di culto, prima come Panda’s Friend nel Sol Levante e poi portando una ventata di Stati Uniti e pedigree in una piccola città come Cantù.
Ora sono ancora i Los Angeles Lakers a dargli un’ultima possibilità, alla veneranda età di 35 anni, dopo che si è allenato per tutta l’estate sfruttando la facility dei gialloviola.
Ha passato tantissimo tempo con Julius Randle aiutandolo nel recupero dal tremendo infortunio della scorsa stagione e ha lavorato sodo per quest’ultima possibilità: “Credo che sarà una chiave importante nello spogliatoio con i nostri giovani -ha detto Kupchack- ma dobbiamo stare attenti a non occupare troppo presto uno spot nel roster, visti i tanti giovani a disposizione”.
Infatti per Metta World Peace il contratto non è garantito, come riportato da Yahoo Sports, e il giocatore dovrà guadagnarsi un posto a partire dal training camp che la squadra sosterrà alle Hawaii da settimana prossima. Potrebbe essere l'ultima corsa per il bizzoso Metta, ma sarebbe bello godersi un'altra sua stagione al fianco di Kobe, magari vedendoli ritirare assieme a fine stagione.
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