Inarrestabile Curry: come nella stagione da ‘unanimous MVP’

La stella dei Warriors continua a stupire
 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:   articolo letto 112 volte

È difficile pensare che un giocatore in grado di vincere due titoli consecutivi di MVP, uno dei quali ‘unanimous’ (primo della storia), possa essere in grado di migliorarsi e raggiungere livelli ancor più alti.

Stephen Curry non aveva iniziato questa stagione nel migliore dei modi, anche a causa di un infortunio che gli ha fatto saltare 11 partite nel mese di dicembre. Da quando è tornato, però, il numero 30 dei Warriors sta tenendo livelli di gioco forse superiori a quelli visti durante le sue due annate da Most Valuable Player.

Attualmente in striscia di 5 partite consecutive con almeno 5 triple segnate (seconda in carriera, a -1 dal record NBA di George McCloud che potrebbe essere eguagliato mercoledì notte contro i Jazz), Curry ha incantato il mondo NBA nella sfida della notte contro Kyrie Irving e i Boston Celtics, realizzando 49 punti in 37’ con 16/24 dal campo e 8/13 da 3 punti. Steph, in particolare, ha segnato 13 degli ultimi 15 punti di Golden State, e da solo negli ultimi 4’ di partita ha segnato più di tutti i Celtics insieme.

I suoi 49 punti, inoltre, sono il massimo segnato da un giocatore NBA in una vittoria contro i Celtics dal 1988, quando Michael Jordan ne realizzò 52 in una vittoria al Boston Garden. Da quando è definitivamente rientrato dall’infortunio, Curry sta tenendo medie da fantascienza: 31.5 punti di media col 54.6% dal campo e il 50.7% da 3 punti su quasi 12 tentativi di media a partita. Cifre superiori a quelle tenute nell’incredibile stagione 2015-16, annata che gli valse il già citato titolo di ‘unanimous’ MVP. Il suo 68% di True Shooting è il miglior dato in carriera, dato che si alza ancor di più considerando le partite post-infortunio (72.6%).

In una Western Conference in cui le avversarie perdono pezzi (brutto infortunio nella notte per Andre Roberson, che restando fuori fino al termine della stagione priverà i Thunder di un fondamentale jolly difensivo), un Curry a livelli da MVP -e non è detto che non possa rientrare nella conversazione per il premio a fine stagione- può spingere ancor di più i Warriors verso il back-to-back e il terzo titolo in quattro anni.