Non si può dire che ai Cleveland Cavaliers ci si annoi in ogni stagione.
La squadra di LeBron viene da un periodo nero in cui non solo i risultati hanno scarseggiato ritornando agli inizi di stagione dove il roster sembrava completamente su un altro pianeta, ma si sono aggiunti alcuni dubbi sull’armonia dello spogliatoio. E’ una scena ormai ricorrente nelle stagioni dei Cavs con LeBron, ma oggettivamente questa volta le difficoltà di amalgama sembrano peggiori e sinistramente ricorrenti.
Ci sono già stati meeting tra giocatori, riunioni tecniche e tattiche e un altro milione di cose. Al momento i Cavs sono la squadra più coinvolta nei rumors di trade che intercorrono tra qui e la deadline. Si parla di George Hill, si paventa Kemba Walker, si ragiona su DeAndre Jordan e su alcuni altri role player per migliorare una difesa che rasenta l’inaccettabile in molte situazioni.
La verità è che probabilmente il gruppo e il coach devono trovare la soluzione a questi problemi dentro di loro. Lue ha già compiuto la prima, forse tardiva, mossa nel riproporre in quintetto Tristan Thompson a discapito di Jae Crowder e se ci limitiamo ai risultati del campo sono arrivate due vittorie, ma non è tutto oro ciò che luccica.
Nella doppiavu di questa notte contro i Pistons c’è un alone su Isaiah Thomas. L’ex Celtics ha fatto registrare il season high di assists con sette, ha segnato dieci dei quattordici punti nel terzo quarto che ha giocato interamente, salvo poi guardare completamente dalla panchina il quarto periodo: “Non chiedete a me il perché –dice ai microfoni- posso solo dirvi che sono contento della vittoria”.
La gestione cervellotica di lue sembra tendere a far giocare in alternanza LeBron e Isaiah nell’orchestrare l’attacco ma nel prossimo futuro capiremo se quella di stanotte è stata una coincidenza o una vera e propria convinzione, perché rinunciare a un giocatore del pedigree di Thomas nel crunch time è alquanto rischioso.
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La frase ‘ha fatto la storia’ è spesso abusata quando si parla di sport, ma è assolutamente necessaria per riassumere la prestazione fornita nella notte da James Harden contro i Orlando Magic.
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