Golden State Warriors: chi li può battere ad Ovest?

A metà stagione è tempo di analisi. Esiste (a oggi) una squadra a Ovest in grado di impensierire Golden State? Analizziamo quelle che sono le minacce piú concrete.
 di Sergio Cerbone Twitter:   articolo letto 126 volte

I Warriors, ancora loro, sono la migliore squadra NBA. Attualmente a 39-10 sono a + 4 vittorie sui Boston Celtics e a 5 dai rivali di conference gli Houston Rockets. Si è vero, hanno perso qualche partita in piú rispetto all’anno scorso, ma nulla evita a Steve Kerr di dormire (almeno per il momento) sogni tranquilli con i suoi Warriors lanciatissimi non solo verso il quarto titolo della Western, ma soprattutto verso il loro terzo anello in quattro anni.

Se sarà finale anche quest’anno, Steph e compagni eguaglieranno il “record” di Lebron e i suoi Heat di qualche anno fa, parggiando quanto hanno fatto nella storia soltanto da Lakers e Boston appunto Miami.

Stiamo volando verso la metà della stagione, vediamo dunque se esiste, al momento in cui scriviamo, una squadra capace di impedire a Steph e compagni di raggiungere l’ambita finale NBA.

HOUSTON ROCKETS

Battendo i quasi al completo Warriors non piú tardi di una settimana fa, i Rockets hanno dimostrato al resto della Lega che fanno sul serio. Possono tenere i match-up di Golden State e competere sia in velocità che per fisicità. Se il tiro da fuori mantiene % importanti, sono sicuramente la minaccia piú seria alla squadra di Kerr. Clint N'Dumba-Capela dopo aver battuto i Warriors in casa, ha mostrato i muscoli lasciandosi andare a uno sfrontatissimo: “Siamo meglio di loro”. Un po’ prematuro dirlo e di sicuro Draymond Green ricorderà questa frase alla prossima occasione. Di sicuro se questa come sembra, sarà la finale di conference, ci sarà da divertirsi.

SAN ANTONIO SPURS

“Sono vecchi”. Lo si dice ogni anno, eppure ogni stagione sono li a compere contro tutti. Di sicuro l’infortunio di Kawhi Leonard sta condizionando la stagione dei Texani: rientrato a novembre, il numero 2 è ora di nuovo fermo ai box.

San Antonio ha cambiato faccia: Tony Parker ha lasciato la cabina regia a Dejounte Murray, giocatore al suo secondo anno da pro e con il francese totalmente d’accordo con la decisione di coach Popovich: “È successo a Manu e a Paul Gasol, perchè non puo’ succedere a me? Pop ha il mio supporto, aiutero’ la squadra al meglio e guidero’ la second-unit con Manu e Patty (Mills)”. Spurs che quest’anno hanno perso qualcosa a livello di attacco, ma per la difesa sono al secondo posto NBA. Se Kawhi torna a essere Kawhi, allora San Antonio ha una chance di decollare. L’anno scorso lo stesso Leonard si infortuno’ in una serie con i Warriors che avrebbe promesso scintille e invece un massacro con gi Spurs spiazzati via 4-0. Rivedere lo stesso accoppiamento-playoff con i roster stavolta al completo sarebbe giusto, ma a volte gli dei del basket hanno la memoria corta.

OKLAHOMA CITY

OKC sembra aver trovato finalmente un equilibrio di squadra. Russel Wesbrook dopo aver lasciato ai nuovi arrivati (Paul Georg e Carmelo Anthony) prendere confidenza con il gioco di Billy Donovan, sembra aver ripreso le redini dell’attacco (46 punti contro Washington). Non sono di sicuro una contender a Ovest, ma una serie con i Warriors con Russel e KD faccia a faccia sarebbe veramente affascinante.

NEW ORLEANS PELLICANS

DeMarcus Cousins e Anthony Davis stanno giocando la loro miglior stagione si sempre. Contro lo scetticismo di molti, stanno dimostrando di poter coesistere. Le loro cifre sono impressionanti: 28.5 e 23.2 punti a partita per AD e Cousin. Ora però c’è stato il grave infortunio a DMC e, frontcourt a parte, però i problemi rimangono in backcourt dove Jrue Holiday, Etwaun Moore, e Rajon Rondo ci sembrano davvero poca roba rispetto a Stephen CurryKlay Thompson, e chiunque altra guardia vogliate mettere in campo per i Warriors. Come per Oklahoma quindi match affascinante ma non un treat di sicuro per il cammino di Golden State verso la finale.