Come ormai abbiamo imparato da anni di esperienza, il draft è la scienza meno esatta che ci possa essere nel basket professionistico e se pensiamo alle tonnellate di scelte altissime finite presto nel dimenticatoio e alle altrettante molto basse diventate poi degli All Star o addirittura degli MVP è abbastanza facile capire che fare delle previsioni credibili sia quantomai azzardato.
Di certo un giocatore che è stato nominato Most Oustandig Player delle Final Four proprio un brocco non dev’essere, anche se il suo nome non viene chiamato nel board principale.
Stiamo ovviamente parlando di Ryan Arcidiacono, fresco vincitore del titolo con i Villanova Wildcats, ma soprattutto salito alla ribalta per il suo evidente cognome italiano che aveva fatto pensare addirittura a una naturalizzazione in funzione delle olimpiadi di Rio.
Questa possibilità aveva incuriosito anche alcune società, infatti la GrissinBon Reggio Emilia in tempi non sospetti aveva già preso contatti con il giocatore non pensando a un finale di stagione così esaltante e quindi una trattativa decisamente complicata. Qualche possibilità era rimasta, ma ovviamente chi ci vede lungo sui talenti non americani, non si è lasciato sfuggire l’occasione.
I San Antonio Spurs, infatti, avendo solo una scelta al primo giro nel draft e avendola spesa Dejounte Murray, ovvero un ragazzo dalle grandi e intriganti doti tecnico fisiche, rimanevano solo qualcuno al di fuori del draft.
La scelta è ricaduta proprio su Arcidiacono e non solo è arrivata la classica possibilità dedicata alle non picks, ma addirittura un contratto biennale parzialmente garantito che lo rende effettivamente una risorsa per i neroargento in ottica futura.
Dalle parti di San Antonio si vocifera che la scelta del giocatore possa essere stata influita anche dalla valutazione di Messina che dopo le luci della ribalta per il giocatore non aveva escluso di ponderare l’idea, ove ce ne fosse stata la possibilità, di considerare Ryan per le olimpiadi della nazionale italiana.
Questa potrebbe essere l’ennesima magata degli Spurs che sono artisti nel migliorare e far rendere i propri giocatori ben oltre le aspettative. Di sicuro hanno dato una piccola delusione ai reggiani, ma magari potremo goderne tutti tra qualche anno quando i suoi miglioramenti torneranno utili in ottica nazionale. Intanto annoveriamo un altro “italiano” in NBA.
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