Dopo essere stato scelto all’epoca dei Seattle Supersonics, aver vissuto un viaggio verso Oklahoma City e aver giocato al fianco dell’MVP e da MVP per uno dei popoli più caldi dell’intera lega, Kevin Durant ha avuto una pesante caduta di stile contro il suo ex ambiente.
E’ ormai da qualche giorno che circolano in rete i tweet, dei quali alcuni poi cancellati da Kevin Durant, dove parla in termini ben poco lusinghieri sia di Billy Donovan che della sua ex squadra come organizzazione e come roster dicendo che evidentemente i compagni non fossero così buoni se non è riuscito a vincere un titolo con loro.
Ovviamente, come tutte le cose in rete, una volta postate sono immortalate e nonostante la cancellazione del tweet di risposta al fan che gli aveva chiesto come mai se ne fosse andato da OKC, il danno era chiaramente fatto: “Amo usare i social network per conversare con i fan, avere un rapporto più diretto con loro –dice Durant- e continuerò a utilizzarlo per far si che questo accada”.
Ovviamente si è reso conto di essere andato ben oltre il limite questa volta e si è scusato: “E’ stato un atteggiamento infantile e idiota –ha proseguito- non dovevo per nessuna ragione spingermi così in là, coinvolgere il mio ex coach e l’organizzazione per cui ho giocato così tanti anni. Ho mandato le scuse al coach e voglio farlo anche qui. Molti mi hanno detto di prenderla con più tranquillità, ma sono stato malissimo per quello che ho fatto, ho dormito a fatica e mangiato poco dal nervosismo che ha creato questo mio atteggiamento. Ci saranno delle ripercussioni verso di me, ma è giusto così. Ora cercherò di concentrarmi maggiormente sulla pallacanestro, anche se non disdegnerò mai la condivisione con i fan”.
C’è stata anche un’accusa verso di lui e un fantomatico fake account dove lui si difende in terza persona. Ha detto di usarne uno per famiglia e amici, ma che non era parte di questa situazione: “Sono andato troppo in fondo e ho esagerato”. Di sicuro è stata una caduta di stile non da poco, se non altro verso una città che gli ha mostrato sempre profonda riconoscenza durante la sua militanza e ha contribuito a creare una franchigia vincente in un mercato così piccolo. I social media sono oggetti pericolosi soprattutto per celebrità del calibro di Durant, e scivolare sulla proverbiale buccia di banana è un attimo, come il suo compagno Draymond Green, ben sa.
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