Kanter: "Come ex compagni siamo delusi dalle parole di Durant"
Dopo le esternazioni di Kevin Durant sui Thunder e sull’organizzazione, sono arrivate le scuse pubbliche che, seppur apparse sincere, non hanno necessariamente convinto e persuaso sia i tifosi che gli ex compagni.
I giocatori dei Thunder hanno ovviamente avuto reazioni diverse all’accaduto.
Andre Roberson è stato incalzato dai giornalisti locali, ma ha voluto minimizzare sull’accaduto parlando di come spesso i social network espongano a brutte figure o ingigantiscano delle situazioni che si verificano nella normalità: “Più ne parliamo e più la cosa diventa grande. Più diventa grande, più assume proporzioni che non rispecchiano la realtà –ha detto Roberson- Noi non possiamo farci distrarre da ciò che succede fuori dal campo ora che la stagione è alle porte”.Se già nella scorsa stagione le frizioni con Durant nelle sue gite a OKC sono state diverse, di certo la cosa non migliorerà in futuro, vista l’infelice uscita.
A rincarare la dose c’è stato anche Enes Kanter, che non si è mai tirato indietro dal prendere una posizione netta.
“I Thunder sono quella che considero una seconda famiglia –ha scritto- e sono orgoglioso di poterli chiamare tali e far parte di un’organizzazione così importante e coesa”.
Il tweet è arrivato qualche ora dopo quello di KD ovviamente in difesa del suo gruppo e nei giorni successivi sono arrivate ulteriori risposte: “Posso dire che se Kevin pensa questo dei suoi ex compagni non possiamo farci niente. Posso rispondere con certezza sul fatto che la cosa ci rende molto tristi, visto che questa è sempre stata una grande famiglia sportiva e ricevere indietro queste parole non fa piacere. Detto questo dobbiamo guardare avanti e pensare a noi stessi”.
Alla fine il livello di popolarità di KD a OKC potrebbe aver raggiunto i minimi storici, raschiando un barile già vuoto.
