Mike Krzyzewski fa la storia: 1.000 vittorie nella Division I, ma...Il coach di Duke ha tagliato lo storico traguardo al Madison Square Garden
27.01.2015 15:00 di Massimiliano Zanotti
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Coach “Sciasciefschi”, così sembra essere la pronuncia corretta del suo cognome, è stato il secondo allenatore a superare la soglia simbolica delle 1.000 vittorie nella NCAA Division I perché, nonostante oggigiorno si dovrebbe essere anche gender-correct, tutti dimenticano che Pat Summit, storica allenatrice di Tennessee in 38 anni dal 1974 al 2012 ne ha vinte 1.098 prima di ritirarsi. Se poi volessimo prendere gli spilli per la punta potremmo disquisire sul fatto che le vittorie di coach-K siano 1.004 perché spesso vengono attribuiti agli head coach i risultati ottenuti dalla squadra nel periodo in cui è in convalescenza e quando nel 1994-95 Mike si è operato alla schiena, il suo sostituto, Pete Gaudet, ha preso una squadra con un record 9-3 guidandola ad un misero 4-15. Ma questo non fa altro che contribuire a dimostrare la sua grandezza. Nel 1974, dopo essersi congedato dall’esercito, Krzyzewski diventa inizia la carriera sulla panchina come assistente di Bobby Knight a Indiana ma dopo un solo anno assume l’incarico di head coach nella sua Alma Mater, Army. Quando possa averci messo lo zampino Knight non è noto saperlo ma gli anni ai Black Knights non si può certo dire che per coach-K siano stati una cavalcata anche se qualcosa evidentemente ha messo in mostra per meritarsi una chiamata a Duke che, pur non essendo la schiacciasassi di oggi, nei 3 anni precedenti aveva avuto altrettante apparizioni al Tournament condite da 2 Elite Eight e la sconfitta nella finale del 1978. Ai Blue Devils servono 3 anni a coach-K per iniziare la dinastia che si può riassumere in questi numeri: 30 volte consecuite al Tournament (senza contare il 1995 citato nel quale si è operato alla schiena); I numeri elencati prima potrebbero essere conditi con la lista dei suoi giocatori andati nella NBA ma si andrebbe per le lunghe e forse non renderebbe l’idea delle sue capacità come invece rende quello che negli USA si chiama “coaching tree”, cioè le persone che hanno lavorato con un allenatore come giocatori o assistenti, che sono o sono stati capi allenatore in altri College. Nel caso di coach-K il coaching tree comprende ben 12 nomi (Tommi Amaker, Bob Bender, Mike Brey, Jeff Capel, Chris Collins, Johnny Dawkins, Mike Dement, David Henderson, Bobby Hurley, Tim O’Toole, Quin Snyder, Chuck Swenson e Steve Wojciechowski) anche se i suoi critici fanno notare che l’elenco è così lungo più per merito dello stesso Krzyzewski che avrebbe sponsorizzato i suoi ragazzi, che ne per le loro reali capacità tant’è che nessuno di questi ha mai veramente avuto successo, nemmeno quando si è trovato a sedere su panchine anche di prestigio come Amaker a Michigan, Capel a Oklahoma e Dawkins a Stanford. Un parte meno conosciuta ma altrettanto importante di coach-K riguarda la beneficenza. Oltre ad essere stato molto attivo con la “The V Foundation for Cancer Research”, la fondazione creata in memoria di Jim Valvano, ed altre associazioni di volontariato, Krzyzewski ha fondato il “Emily Krzyzewski Center” che, in memoria della madre, aiuta i ragazzi vogliosi di studiare a superare i problemi economici che li terrebbero lontani dalla scuola. Coach-K è nella storia per essere stato il secondo allenatore a superare le 1.000 vittorie nella Division I NCAA, uno dei pochi che possono leggere il proprio nome scritto sul parquet di un palazzetto ma l’unico per il quale è stata fondata una città: Krzyzewskiville. Questa in realtà è la zona antistante il Cameron Indoor Center così ribattezzata dove i tifosi piantano fino ad un centinaio di tende la sera prima delle principali partite (soprattutto quella contro North Carolina) giocate in casa da Duke. Il legame tra un allenatore e la sua squadra di college molto spesso è quantificabile in un numero seguito da 6 zeri ma anche in questo caso Mike ha dimostrato, concretamente, di essere diverso dagli altri perché ha più volte rifiutato panchine NBA anche del calibro dei Boston Celtics e dei Los Angeles Lakers. Nuovamente i suoi detrattori potrebbero dire che è facile rifiutare i soldi provenienti dalla NBA quando hai già un contratto da oltre 7milioni a stagione. Ma quanti prima di lui si sono lasciati tentare, fallendo per lo più miseramente? Pur non essendo un tifoso di Duke chi vi scrive non può non ammirare quello che probabilmente è stato uno dei migliori allenatori nella storia di questo gioco, sicuramente il migliore a livello NCAA, indubbiamente un Uomo con la U maiuscola. Altre notizie - NCAA
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