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 Lunedì 18 Aprile 2016
NCAA

Verso il draft NBA: i 5 migliori centri disponibili al primo giro

I 5 migliori centri disponibili al primo giro del prossimo draft della NBA.
25.06.2015 13:32 di Luca Servadei Twitter:   articolo letto 550 volte
Karl Anthony-Towns

Il 25 giugno è in programma il draft della NBA e ormai non potete nemmeno più fingere di non saperlo. Quello del Barclays Center di Brooklyn sarà, di fatto, l'atto conclusivo della stagione 2014-2015 prima dell'inizio di una calda estate di free agency. Il draft è l'occasione più concreta per le squadre con il peggior record della Lega di provare a compensare, con una dantesca legge del contarppasso, mesi di sofferenze e sconfitte, a volte anche scientificamente programmate a tavolino.

La redazione di Basketissimo vi accompagnerà all'evento in programma giovedì notte (ven 26 all'1.00 su Sky Sport 2) facendovi conoscere, 5 per giorno e per ruolo, i migliori prospetti che verrano scelti (con ogni probabilità) al primo giro. 

"With the first pick, in the 2015 Nba draft......"

CENTRI:

1) Karl Antonhy-Towns: nato a Piscataway il 15 novembre 1995, Towns è reduce dall'anno da freshman a Kentucky alla corte di John Calipari, chiuso con 10.3 punti e 6.7 rimbalzi di media a partita. In questo caso non ci troviamo davanti solo al primo centro (che poi probabilmente giocherà spesso da ala grande a seconda del contesto) in graduatoria ma, con ogni probabilità, anche alla prima scelta assoluta del draft 2015. I fortunati del caso sono i Minnesota Timberwolves che dopo averlo visionato in paio di workout hanno chiuso baracca e burattini comunicando direttamente al giocatore: "Tu sei l'eletto". Le sorprese in sede di fraft sono all'ordine del giorno ma se dalla bocca di Adam Silver non dovesse uscire il nome dell'ex Wildcats sarebbe davvero qualcosa di imprevisto. Le cifre, anche in questo caso, non dicono molto: del sistema di gioco scelto dal coach di Kentucky abbiamo già ampiamente discusso e fa certamente effetto pensare che la prima scelta al draft sia rimasta sul parquet solo per 21 minuti di media a partita in stagione. Evidentemente però sono stati sufficienti per mettere d'accordo tutti, o quasi... Il ragazzo ha infatti una serie di qualità eccezionali a partire dalla taglia: un 7 piedi con un corpo costruito apposta per giocare a pallacanestro. Ovviamente c'è dell'altro: gran lavoratore, ragazzo intelligente, con un grandissimo carattere ed una competitività eccezionale. Il suo gioco offensivo trasuda potenziale e la sua abilità di colpire da fuori e dal mid-range lo rendono quasi immarcabile. Dove deve ancora crescere (e tanto) è invece il movimento dal post-basso dove spesso si è trovato in difficoltà anche contro avversari più piccoli di lui. Anche il movimento di piedi richiede del gran lavoro ma la giovane età è decisamente dalla sua parte.

2) Jahlil Okafor: nato a Chicago il 15 dicembre 1995, Okafor ha disputato una sola stagione al college, coronata però dal successo al Torneo NCAA con i suoi Duke Blue Devils. 17.3 punti e 8.5 rimbalzi di media a partita danno l'idea del tipo di giocatore di cui si sta parlando. Nell'anno da freshamn, infatti, Okafor ha fatto incetta di riconoscimenti finendo nel primo quintetto All American e secondo solo a Kaminsky nella graduatoria a giocatore dell’anno. Con ogni probabilità sarà la seconda scelta al draft ed i Los Angeles Lakers, che pure si erano detti disposti a tradare la propria chiamata, già si sfregano le mani pensando ad un frontcourt con lui e Julius Randle. Il ragazzo ha delle mani (enormi!) da pianista e dei movimenti in post basso che fanno lacrimare per quanto sono puliti ed efficaci. Al tutto va unito un più che discreto tiro dalla media distanza (66% da 2 in stagione regolare) ed una forza fisica notevolissima. E' anche un ragazzo d'oro e questo non guasta mai. Le controindicazioni ci sono però ovviamente anche in questo caso, a partire dallo scarso atletismo e da una difesa non propriamente arcigna. Anche da un punto di vista mentale tende a nascondersi un pochino tra le pieghe della partita senza mostrare quella fame che invece è richiesta al piano superiore. I paragoni si sprecano: per lui si è usato il termine di "Nuovo Duncan", qualcun altro addirittura ha scomodato "Hakeem the Dream". Calma e gesso. Al momento pare più un Brook Lopez anche se il potenziale per diventare un dominatore di questa Lega c'è tutto.

3) Willie Cauley-Stein: nato a Olathe il 18 agosto 1993, Willie è reduce da tre stagioni con i Kentucky Wildcats nel corso delle quali ha giocato al fianco di enormi talenti come Nerlens Noel (nel suo anno da freshman) e Karl Anthony-Towns (nel suo anno da junior). Tutta questa concorrenza gli ha tolto parecchia visibilità e quando avrebbe potuto guidare la squadra al successo, nel suo anno da sophomore, ha subito un infortunio che gli ha fatto saltare le Final Four. In questo caso ci troviamo davanti ad un prospetto che è al tempo stesso estremamente dotato dal punto di vista fisico, ma anche in termini di atletismo. E' un giocatore agile ed un saltatore esplosivo e veloce. Anche in difesa si è sempre messo in luce come un abile stoppatore, dotato di una verticalità straordinaria e di una capacità di difendere il pitturato invidiabile. E' il classico rim-protector di cui tante squadre in NBA hanno un disperato bisogno. Tutta questa attività nella fase difensiva non va di pari passo quando si tratta di attaccare, dove il contributo fornito è assai scarso. La meccanica di tiro e le percentuali dal mid-range sono un vero e proprio tallone d'Achille e anche a livello di focus mentale aleggia più di qualche perplessità. Al momento dovrebbe essere chiamato attorno alla posizione numero 11 dagli Indiana Pacers dove formerebbe una coppia pressoché invalicabile con Roy Hilbert.

4) Myles Turner: nato a Bedford il 24 marzo 1996, Myles ha disputato un solo anno al college tra le fila dei Longhorns, chiuso ad oltre 10 punti di media con 6.5 rimbalzi a partita. La stagione di Texas è stata piuttosto sfortunata e nonostante il ragazzo sia stato uno dei trascinatori della squadra di coach Barnes, troppe volte la sua morbidezza sul parquet ha avuto un ruolo decisivo. Attaccante abbastanza completo, con un buon fisico e più che discrete skills offensive: sa segnare dalla media, tira da fuori con naturalezza, ha movimenti in post complessivamente accettabili e tutto questo nel corpo di un 7 piedi vero, capace di giocare sia da centro che da alla grande anche al piano superiore. Come detto, però, è soprattutto l'aspetto caratteriale a destare le maggiori perplessità. E' quel classico giocatore che negli USA si suole definire "soft" (o con un altro termine decisamente più volgare se vi chiamate Joakim Noah). Inoltre anche da un punto di vista medico, ci sono rumors che parlano di una salute che non assicurerebbe una lunghissima carriera NBA. Il primo giocatore che ci può venire in mente se pensassimo ad un paragone è quello di Channing Frye (soprattuto per i pregi). Dal punto di vista di chi vi scrive siamo davanti al classico caso in cui un altro anno (almeno) di college sarebbe stato più che necessario per affiancare ad una crescita fisica e cestistica anche una più serena maturazione di un ragazzo poco più che 18enne...

5) Guillermo Hernangomez, nato a Madrid, il 27 maggio 1994, lo spagnolo ha giocato la sua ultima stagione in Liga ACB con la maglia di Siviglia, chiudendo la sua esperienza in Spagna con 10.6 punti e 6.2 rimbalzi di media a partita in poco più di 21 minuti sul parquet. Confrontarsi contro i campioni che militano nella Liga Endesa ed in Eurocup ha forgiato Willy molto più duramente di quanto avrebbe potuto farlo un solo anno al college e, per questo, ci troviamo davanti ad un giocatore più pronto rispetto a tanti suoi pari ruolo (sarà per questo che gli Spurs....). Il ragazzo ha uno stile di gioco quasi vecchia scuola, ma altamente efficace. E' un giocatore molto fisico che non disdegna di dover ricorrere a contatti (anche duri) sia in attacco che in difesa. Grande etica del lavoro e grande conoscenza di come usare gli angoli e di come sfruttare il proprio corpo per creare spazio ed essere sempre nel posto giusto. Il dubbio principale riguarda però l'aspetto fisico del gioco: quanto il suo basket IQ potrà compensare la totale assenza di atletismo? Willy infatti è tutt'altro che esplosivo ed anche come rimbalzista non è quello che si suole definire un "rim-protector". Un paragone parecchio calzante è quello con il connazionale Felipe Reyes e, forse, in Europa potrebbe anche avere lo stesso tipo di carriera, e scusate se è poco...


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