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 Lunedì 18 Aprile 2016
NCAA

Verso il draft NBA: i 5 migliori playmaker disponibili al primo giro

Il punto sulla situazione playmaker in vista del prossimo NBA draft.
21.06.2015 20:30 di Luca Servadei Twitter:   articolo letto 1001 volte
D'Angelo Russell

Il 25 giugno è in programma il draft della NBA e ormai non potete nemmeno più fingere di non saperlo. Quello del Barclays Center di Brooklyn sarà, di fatto, l'atto conclusivo della stagione 2014-2015 prima dell'inizio di una calda estate di free agency. Il draft è l'occasione più concreta per le squadre con il peggior record della Lega di provare a compensare, con una dantesca legge del contarppasso, mesi di sofferenze e sconfitte, a volte anche scientificamente programmate a tavolino.

La redazione di Basketissimo vi accompagnerà all'evento in programma giovedì (ven 26 all'1.00 ora italiana su Sky Sport 2) facendovi conoscere, 5 per giorno e per ruolo, i migliori prospetti che verrano scelti (con ogni probabilità) al primo giro. 

"With the first pick, in the 2015 Nba draft......"

PLAYMAKER:

1) D'Angelo Russel: nato a Louisville il 23 febbraio 1996, Russel è reduce da un anno a Ohio State chiuso a 19.3 punti di media con 5,7 rimbalzi e 5 assist in 33 minuti di gioco sul parquet con i Buckeyes. Al momento gli ultimi rumors che provengono da oltre Oceano lo danno vicinissimo ai New York Knicks (chiamata numero 4) con i quali ha sostenuto un workout segreto e per i quali (neanche troppo velatamente) si è augurato di poter giocare in una recente intervista. Si tratta di un prospetto estremamente interessante ma allo stesso tempo difficile da inquadrare: più guardia o più playmaker? Più realizzatore o più rifinitore? Per darvi l'idea dei dubbi che circolano tra gli addetti ai lavori, secondo diverse previsioni (basate sui numeri collezionati al college) ci sarebbe addirittura il 41% di possibilità che nel giro di 5 anni il ragazzo possa rivelarsi un "Bust" (fregatura in parole poverissime). Restando sul concreto: ciò che più impressiona di Russel sono le sue incredibili skills e la sua intelligenza che raramente lo porta a prendere delle decisioni sbagliate. Durante la sua esperienza al college è apparso molto maturo per essere un freshman, soprattuto per la sua straordinaria abilità nel creare dal palleggio (cosa assai rara per i giocatori così giovani). Al contempo però, preoccupano, e non poco, le sue lacune in difesa e gli scarsi mezzi atletici che nonostante un'apertura alare di oltre 210 cm non lo rendono una serie minaccia.

2) Emmanuel Mudiay: nato a Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo il 5 marzo 1996, Mudiay, a differenza dei suoi giovani colleghi, è reduce non da uno o più anni di college ma dall'esperienza in terra cinese tra le fila del Guangdong. Per questo motivo fornire un giudizio del ragazzo, che comunque ha collezionato numeri interessantissimi (18.0 punti, 6.3 rimbalzi e 5.9 assist) appare piuttosto complicato. Le sue quotazioni sono scese parecchio durante questi workout di preparazione al gran gala e, dalla potenziale chiamata numero 3/4, oggi sembrerebbe essere sceso alla numero 7 (Denver Nuggets). I più ottimisti lo paragonano ad un giovanissimo John Wall, per altri è più un Baron Davis (insomma mica male...). Fisicamente appare già pronto per la NBA e il fatto di sapere giocare a testa alta lo rende pericolosissimo in transizione e sul pick and roll. Buona anche l'abilità nell'andare a rimbalzo e discreto il potenziale in difesa. Il grosso punto di domanda riguarda però le percentuali al tiro, davvero troppo basse per renderlo una minaccia costante.

3) Cameron Payne: nato a Bartlet l'8 agosto 1994, è reduce da due anni a Murray State, chiusi con medie esaltanti (oltre 20 punti e 6 assist nell'anno da sophomore). Si tratta di un playmaker davvero molto intelligente e dotato di un IQ cestistico tra i più elevati dell'intero mock. Alto 192 cm ha un fisico più che discreto per il ruolo ed anche al piano di sopra può far valere questo aspetto del proprio gioco. Il problema è però legato alla mancanza di esplosività ed alla sinistra tendenza a perdere qualche pallone di troppo. Anche la velocità non è tra i punti di forza ma può essere comunque compensata con una buona precisione dal campo ed una meccanica di tiro pulita che certamente può consentirgli di trovare il tiro anche dalla distanza NBA. Al momento la sqaudra più accreditata per sceglierlo è OKC con la numero 14.

4) Tyus Jones: nato a Apple Valley il 20 maggio 1996, è reduce dalla straordinaria stagione con i Duke Blue Devils chiusa con la conquista del titolo NCAA assieme al compagno di merende Jahlil Okafor. Si tratta con ogni probabilità del playmaker più puro fra quelli presenti in questo draft e con l'innata capacità di prendersi tutti i tiri che contano. Già questo potrebbe di per sé bastare, ma, purtroppo, la taglia (185 cm scarsi), lo scarso atletismo e le lacune in difesa hanno fatto precipitare le sue quotazioni nel corso di questi workout di inizio estate. Al momento è dato attorno alla 18, dove gli Houston Rockets difficilmente se lo lasceranno scappare. 

5) Jerian Grant: nato a Bowie il 9 ottobre 1992, è reduce da 4 anni a Notre Dame dove ha avuto la possibilità di crescere e di sviluppare ogni aspetto del proprio gioco (e i suoi 16.5 punti e 6.7 assist a partita sono lì a testimoniarlo). A differenza dei suoi colleghi (di cui sopra) in questo caso ci troviamo davanti ad un super atleta: sia esplosivo che tosto al punto giusto. E' la classica combo/guardia alla Reggie Jackson che tanto va di moda nella NBA moderna, ma che, come l'ex OKC, ha nel tiro il  proprio vero punto debole. Al momento verrebbe chiamo con la 19 dagli Washington Wizards dove sarebbe il cambio di Wall e Beal potendo ricoprire tranquillamente entrambi i ruoli di play e di shooting guard.


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