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 Lunedì 18 Aprile 2016
NCAA

Verso il draft NBA: le 5 migliori ali grandi disponibili al primo giro

Le 5 migliori ali grandi disponibili al primo giro del prossimo draft della NBA.
24.06.2015 17:00 di Luca Servadei Twitter:   articolo letto 858 volte
Kripstas Porzingis

Il 25 giugno è in programma il draft della NBA e ormai non potete nemmeno più fingere di non saperlo. Quello del Barclays Center di Brooklyn sarà, di fatto, l'atto conclusivo della stagione 2014-2015 prima dell'inizio di una calda estate di free agency. Il draft è l'occasione più concreta per le squadre con il peggior record della Lega di provare a compensare, con una dantesca legge del contarppasso, mesi di sofferenze e sconfitte, a volte anche scientificamente programmate a tavolino.

La redazione di Basketissimo vi accompagnerà all'evento in programma giovedì notte (ven 26 all'1.00 su Sky Sport 2) facendovi conoscere, 5 per giorno e per ruolo, i migliori prospetti che verrano scelti (con ogni probabilità) al primo giro. 

"With the first pick, in the 2015 Nba draft......"

ALI GRANDI:

1) Kristaps Porzingis: nato a Ventspils, Lettonia, il 2 agosto 1995, Porzingis è reduce da un anno trascorso a Siviglia in cui ha viaggiato ad 11.0 punti di media con 4.6 rimbalzi a partita in Liga ACB, disputando anche un'ottima Eurocup. Inutile negarlo: ci troviamo davanti ad un qualcosa di davvero speciale. Un giocatore europeo così quotato all'interno di un draft non lo si vedeva davvero da anni. L'hype attorno al giovane lettone è infatti cresciuto in maniera esponenziale anche oltre Oceano da quando sono iniziati i primi workout, in cui la stellina del Siviglia ha messo in luce alcune doti che hanno colto di sorpresa anche i più attenti scout NBA. Qualcuno di loro, addirittura, si è sbilanciato nel dire che si tratta di un prospetto ancora più interessante di quel Karl Anthony-Towns dato come sicura prima scelta. Porzingis è un tiratore più che solido, sia dalla media distanza che da tre punti (37% nell'ultima stagione a Siviglia), ma l'aspetto più sorprendente è la straordinaria mobilità nonostante un'altezza (7-1 piedi) che lo rende quasi instoppabile anche a livello NBA. Ha buoni movimenti di post basso, ma ovviamente deve formarsi un po' di scocca muscolare contro i fisici dei "mostri" che andrà ad affrontare dalla prossima stagione. E' un buon difensore sulla palla ed efficace in aiuto, pur avendo ampi margini di miglioramento su entrambi i lati del campo. Le sue quotazioni sono schizzate verticalmente e ora si vocifera di una sua scelta non solo in lottery, ma anche nella top 3.

2) Frank Kaminsky: nato a Lisle il 4 aprile 1993, Kaminsky è reduce da quattro anni meravigliosi con i Badgers di Wisconsin in cui si è affermato come uno dei giocatori maggiormente di culto della storia recente del college basket. Sotto la guida di coach Bo Ryan, il ragazzo è passato dal non trovare praticamente spazio sul parquet, al premio di miglior giocatore dell’anno nella stagione da senior, conclusa a 18.8 punti, 8.2 rimbalzi, 78% ai liberi, 41% da tre, 2.6 assist di media a partita. "Frank the Tank" come è stato ribattezzato durante i suoi anni in NCAA è un attaccante completissimo. Ha un solido tiro da 3 punti, gioco spalle a canestro, gioco fronte a canestro, un paio di piedi che si muovono come quelli di un primo ballerino della Scala ed un grande controllo di palla. In difesa può e deve migliorare ancora tanto, ma ha comunque mani molto veloci nello stoppare la palla. Il vero punto debole del ragazzo è senza timore di smentite lo scarso atletismo. Poca verticalità, scarsa esplosività e pochissima velocità, cosa che lo rendono un avversario poco credibile contro i vari Anthony Davis o DeMarcus Cousins della situazione. Secondo molti ricorda un po' il primo Brad Miller anche se forse ha meno fisico ma certamente più capacità nel trovare il canestro. I Miami Heat, con la numero 10, potrebbero sceglierlo come cambio di Whiteside.

3) Tyler Lyles: nato  Indianapolis il 5 novembre 1995, Lyles è reduce da una cavalcata meravigliosa con i Kentucky Wildcats chiusa ad 8 punti e 5 rimbalzi di media, cifre che non racconto in maniera esaustiva il grande talento del ragazzo. In qualsiasi altra squadra infatti il bottino sarebbe stato più ricco, ma sappiamo che John Calipari ed il suo sistema "Platoon" non fanno sconti a nessuno. Un po' Carlos Boozer, un po' Khris Middleton, al momento la squadra più accreditata per aggiudicarsi i talenti dell'ex Wildcats sembrerebbe essere Phoenix che alla numero 13 difficilmente se lo lascerebbe scappare. Ha la taglia giusta per non subire troppo il salto di qualità: i 208 cm che per un'ala grande (soprattutto nella NBA moderna) sono più che discreti vengono ulteriormente compensati dall'incredibile apertura alare (225 cm!) che lo rende davvero insidioso e difficile da decifrare. Può essere impiegato sia da 4 che da 3, ma per poter giocare ad alti livelli in quella posizione necessita di un netto miglioramento al tiro, soprattutto alla luce del disastroso 13% dal perimetro della scorsa stagione... Anche la difesa deve essere aggiustata ma quelle mani, così morbide, fanno gola davvero a tanti.

4) Kevon Looney: nato a Milwaukee, il 6 febbraio 1996, Looney è reduce da una stagione in California con la leggendaria UCLA, chiusa a 11.6 punti, 9.2 rimbalzi e 1.4 assist di media a partita. Da simpatizzante dei Bruins, chi vi scrive avrebbe voluto vederlo al college per almeno un'altra stagione. Non tanto perché la sua permanenza avrebbe potuto riportare la prestigiosa Università ai fasti di un tempo (assai remoto), quanto, piuttosto, per il bene del ragazzo stesso che da freshaman ha mostrato grandi spazi di talento ma anche una preoccupante immaturità cestistica. Ci troviamo davanti ad un rimbalzista eccezionale, forse uno dei migliori di tutto il mock. Soprattutto in attacco ha la posizione ed il tempismo per essere una minaccia costante per la difesa. Certamente il buon atletismo (buono sì, ma non eccezionale) contribuirà a non fargli risentire troppo il salto dal college alla NBA ed anche se dovesse essere schierato da 3, potrebbe fare la differenza grazie alle prolunghe che si ritrova al posto delle braccia. Definirlo acerbo nei movimenti in post basso è fargli un complimento e, purtroppo, non mancano i momenti in cui in maniera del tutto immotivata sparisce dalla partita. Va aspettato, c'è poco altro da aggiungere: serve tanta tanta pazienza, forse quella che è mancata al ragazzo prima di dichiararsi per il draft.

5) Montrezl Harrell: nato a Tarboro il 26 gennaio 1994, Harrell è reduce dall'esperienza a Louisville con Rick Pitino che ha cercato di plasmarlo a sua immagine e somiglianza nonostante un rapporto difficoltoso. I numeri parlano da soli: 15.7 punti e 9.2 rimbalzi di media a partita sono un lusso, anche se le percentuali dal campo lasciano parecchio a desiderare (56% da 2, 24% da 3 e 59% ai liberi). La sua caratteristica più spiccata è la straordinaria energia che mette sul parquet ad ogni allacciata di scarpe. In molti lo paragonano a Taj Gibson, altri a JJ Hickson ed è per questo motivo che Bulls e Cavs lo tengono sotto osservazione. Entrambe (per esperienza personale) sanno quanto un giocatore con le caratteristiche dell'ex Cardinals possa essere prezioso, anche ai PO. Animale d'area, con una propensione naturale al rimbalzo, sia in attacco che in difesa, ha anche discrete doti di stoppatore. Il grosso punto interrogativo riguarda però i margini di crescita. Negli anni al college (2, ma forse sarebbe stato meglio fossero stati 3 se non 4) è cresciuto in maniera esponenziale ma non si sa quanto possa ancora farlo da un punto di vista tecnico. Anche la stazza (205 cm) è un po' limitante ma, come già detto, compensa questo sua piccola fragilità con una determinazione senza eguali.


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