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 Lunedì 18 Aprile 2016
NCAA

Verso il draft NBA: le 5 migliori ali piccole disponibili al primo giro

Le 5 migliori ali piccole disponibili al primo giro del prossimo draft della NBA.
23.06.2015 19:00 di Luca Servadei Twitter:   articolo letto 698 volte
Justise Winslow

Il 25 giugno è in programma il draft della NBA e ormai non potete nemmeno più fingere di non saperlo. Quello del Barclays Center di Brooklyn sarà, di fatto, l'atto conclusivo della stagione 2014-2015 prima dell'inizio di una calda estate di free agency. Il draft è l'occasione più concreta per le squadre con il peggior record della Lega di provare a compensare, con una dantesca legge del contarppasso, mesi di sofferenze e sconfitte, a volte anche scientificamente programmate a tavolino.

La redazione di Basketissimo vi accompagnerà all'evento in programma giovedì notte (ven 26 all'1.00 su Sky Sport 2) facendovi conoscere, 5 per giorno e per ruolo, i migliori prospetti che verrano scelti (con ogni probabilità) al primo giro. 

"With the first pick, in the 2015 Nba draft......"

ALI PICCOLE:

1) Justise Winslow: nato a Houston il 26 marzo 1996, Winslow ha trascorso il suo unico anno al college presso i Duke Blue Devils alla corte di Mike Krzyzewski laureandosi campione con un Torneo NCAA straordinario che gli ha fatto guadagnare diversa credibilità tra gli scout NBA. Il mancino texano ha chiuso la sua stagione da freshman con 12.6 punti, 6.5 rimbalzi e 2.1 assist a partita e proprio per questa sua caratteristica di tirare con la mano sinistra viene da molti paragonato ad un James Harden ante litteram (o barbam). Il suo ruolo dovrebbe essere quello di ala piccola ma, forse, per il livello NBA è un pochino sottostaglia e dovrà quindi ritagliarsi presto anche un ruolo da guardia. Si tratta di un atleta straordinario, con una velocità di movimento tra i più elevate dell'intore mock e con un'esplosività che in più occasioni lo ha portato a realizzare giocate da highlights. Ha la capacità di segnare in molti modi differenti ma è anche un difensore straordinario, forse uno dei migliori sul perimetro di tutta la NCAA. Deve sicuramente migliorare nella selezione dei tiri e nelle conclusioni dalla lunga distanza dove appare ancora un po' troppo impreciso e meccanico. Anche come passatore risulta piuttosto acerbo (ha 19 anni....). Al momento è dato con la numero 5 che sarebbe degli Orlando Magic: un bell'aiuto nel lento processo di ricostruzione post Howard.

2) Stanley Johnson: nato a Fullerton il 29 maggio 1996, il ragazzo è reduce da un unico anno trascorso ad Arizona dove ha chiuso la propria esperienza universitaria con il bottino di 13.8 punti, 6.5 rimbalzi e 1.7 assist a partita. Vi basti sapere che ci troviamo davanti ad un piccolo Ron Artest (prima che diventasse Metta World Peace e poi Panda's Friend) o ad un più moderno Kawhi Leonard: sì, può diventare quel tipo di giocatore. Versatile, solido, competitivo come pochi, un corpo eccezionale ed un atletismo straripante, veloce, potente, insomma: un pezzo davvero pregiato, una pietra preziosa ancora da sgrezzare. Tutto molto bello, ma perché allora finirà (probabilmente) fuori dalla top-5? Beh è pur sempre un ragazzo di 19 anni ed in diverse circostanze (gli esperti NCAA ci ricordano le sfide con Ohio State o Wisconsin) si è mostrato parecchio immaturo sia nelle decisioni da prendere sia nella gestione della partita. Non è ancora un giocatore in grado attaccare il canestro con grande costanza e gli manca forza nella mano sinistra, cosa che limita notevolmente i suoi movimenti offensivi sotto canestro. Si tratta ovviamente di aspetti del gioco che possono essere facilmente sviluppati nel tempo, ma se i Pistons (come sembra) dovessero decidere di sceglierlo avrebbero poi la pazienza di aspettare la sua definitiva maturazione?

3) Kelly Ombre Jr.: nato a Fort Bend il 9 dicembre 1995, Oubre ha trascorso un solo anno con i Kansas Jayhawks viaggiando a 9.3 punti con 5.0 rimbalzi di media a partita. La prima cosa che salta subito all'occhio guardando il giovane prospetto è l'incredibile lunghezze delle sue braccia: alto 204 cm ha un'apertura alare da pterodattilo di 219 cm! Si tratta inoltre di un atleta ben al di sopra della media che può finire al ferro in transizione con facilità irrisoria posterizzando qualsiasi difensore. E' un realizzatore di striscia che può mettere punti in vari modi. Anche in difesa la sua verticalità gli permette di impedire le penetrazioni avversarie proteggendo in maniera convincente il pitturato. Dove invece deve crescere (e parecchio) è soprattutto l'aspetto mentale del gioco. Ha dimostrato infatti di avere la sinistra tendenza a disinteressarsi dell'azione, soprattutto a rimbalzo quando raramente taglia fuori il proprio uomo concedendo troppe conclusioni da seconda occasione. Il ball handling è rivedibile così come la selezione dei tiri. Attualmente pare avere superato Sam Dekker in graduatoria in seguito ad una serie di workout molto positivi ed è dato attorno alla 15esima posizione, quella degli Atlanta Hawks.

4) Sam Dekker: nato a Sheboygan l'8 maggio 1994, Dekker è reduce da tre anni a Wisconsin dove insieme al gemello Frank Kaminsky ha centrato la Finale NCAA fermando la propria corsa solo contro i Duke Blue Devils nonostante un Torneo da stropicciassi gli occhi. Si tratta di uno dei pupilli di chi vi scrive (scusate dunque se vi sembrerò di parte): un ragazzo eccezionale oltre che un giocatore di tutto rispetto. Ci troviamo davanti ad un attaccante puro, un giocatore in grado di segnare praticamente in ogni o modo e da ogni distanza: tiratore sublime, penetratore niente male e discreto attaccante in post basso. E' inoltre anche molto più intelligente di molti suoi coetanei ed i suoi movimenti senza palla sono da fare vedere e rivedere alle matricole che arrivano al college già convinte di esser il nuovo MJ. E' un giocatore completo a cui si può chiedere anche di sbucciarsi i gomiti in difesa ma con un grosso difetto: quello di non eccellere davvero in nessun aspetto del proprio gioco. Il suo inserimento in un contesto ben oliato e funzionante sarebbe certamente ideale per il proseguo della sua carriera e (forse) i Toronto Raptors che potrebbero sceglierlo con la numero 20 sono una soluzione ideale per farsi le ossa anche al piano superiore.

5) Rondae Hollis-Jefferson: nato a Chester il 3 gennaio 1995, Rondae ha giocato per due anni con gli Arizona Wildcats collezionando 11.2 punti di media con 6.8 rimbalzi nella stagione da sophomore. Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un "NBA-ready body" come lo definiscono negli USA, ovvero un giocatore con la stazza ed il fisico per farsi subito strada anche tra i professionisti. Hollis-Jefferson è un difensore nudo e crudo, uno di quelli dotato di una incredibile velocità laterale ed una verticalità che gli permettono di difendere letteralmente tutte e 5 le posizioni. Ha contenuto Joseph Young, Sam Dekker, e persino Frank Kaminsky, e Delon Wright, giocatori anche molto più grossi di lui. Il vero problema si ha però sull'altro lato del campo quando, per scelta o per necessità, l'allenatore gli chiede di tirare (tranquilli lo farà molto poco): nelle due stagioni in Arizona, il ragazzo ha sparato un 8-39 (20,7%) da dietro l'arco dei 3 punti che la dice assai lunga. Dalla media  distanza non va tanto meglio (32.8% in carriera) e così i difensori, conoscendolo, hanno smesso di difendere forte su di lui, scommettendo sulle sue conclusioni. Al momento è dato vicinissimo ai Chicago Bulls, qualcuno però lo ha spiegato a Gar Forman che Tom Thibodeau è stato cacciato?


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