De Vico parla di Varese, Melli commenta la "bolla" di Orlando

La rassegna stampa di mercoledì 12 agosto 2020.
12.08.2020 12:00 di Alessandro Nobile   Vedi letture
De Vico parla di Varese, Melli commenta la "bolla" di Orlando

Niccolò De Vico, nuovo innesto della Openjobmetis Varese, si è presentato alla stampa con la nuova maglia: "Sono felicissimo di essere qui e ringrazio la società perché mi ha cercato per la seconda volta dopo averlo già fatto tre anni fa, quando ero in uscita da Biella. Allora, per vari motivi, i nostri percorsi non si sono potuti incrociare, ma quest’estate non potevo rifiutare e sono felicissimo di essere in una piazza storica e con una tifoseria calda, due fattori estremamente importanti per me che sono un giocatore che vive di energia e che cerca di entrare in contatto con i tifosi. A tal proposito speriamo che la situazione sanitaria migliori perché sono sicuro che il pubblico biancorosso possa essere un’arma utilissima per noi. Spero di poter incidere tanto anche a livello di spirito di gruppo. Mi piace molto vivere i compagni e lo spogliatoio. Dalle prime impressioni avute devo dire che siamo un ottimo gruppo; lo stesso Scola, giocatore che ha giocato quattro Olimpiadi e che ha fatto dieci anni di NBA, è una persona umile e straordinaria, così come tutti gli altri ragazzi. Ferrero è uno dei migliori capitani con cui abbia mai avuto a che fare perché dà tanto in campo e fuori ed essendo qui da più anni ci sta dando tanti consigli, facendoci capire come muoverci in campo ed in società. L’importanza di questo club la capisci entrando al palazzetto e vedendo gli stendardi. Spero di riuscire a vincere qualcosa anche io con questa maglia, è il sogno di tutti. Sarà molto difficile perché il livello si è alzato, ma ce la metteremo tutta dando il massimo in allenamento ed in partita. Il mio ruolo? Sarà strano per me tornare a giocare da ala piccola, anche perché in questi anni ho ricoperto anche più ruoli. Per me si tratta di un ritorno alle origini e sono carico per questa nuova avventura. In questi giorni stiamo già vedendo i giochi e i posizionamenti per il mio ruolo e grazie all’aiuto di coach Caja e dei suoi assistenti sono convinto che sarà semplici riabituarsi a giocare da 3. Per ottenere risultati una squadra deve essere lunga. Bisogna fare un plauso alla società che ha fatto uno sforzo per costruire una squadra con dieci giocatori importanti, molti dei quali possono ricoprire più posizioni. Questo darà modo a coach Caja di provare differenti assetti durante le partite; starà a noi farci trovare pronti in ogni momento. Il contratto di due anni mi rende felice, ma nel nostro mondo non si sa mai. Io mi impegnerò al massimo per far sì che le cose vadano al meglio sia da un posto di vista personale che di squadra. Se così sarà spero di rimanere qua più tempo possibile", le sue parole riportate da Sportando.

Nicolò Melli, giocatore dei New Orleans Pelicans, attraverso il suo profilo Instagram ha voluto raccontare in maniera dettagliata la tanto vocifereta "bolla" di Orlando"Dispenser col disinfettante ogni dieci passi, mascherine in ogni angolo del resort che ci ospita, postazioni con salviette per chi non ama pulirsi le mani col gel. Non c’è dubbio che la Nba, sull’aspetto sanitario della ripartenza, non possa permettersi errori. Infatti, l’attenzione è massima. Non si guarda solo al presente: la sala dei controlli medici ha un numero di postazioni per check-in e test al momento persino eccessive, ma sufficienti ad affrontare flussi maggiori. Già in tempi normali la Nba è ben organizzata, in una situazione straordinaria come questa che stiamo affrontando riesce ad esserlo di più. Ha allestito una città nella bolla creando le condizioni migliori per le 22 squadre impegnate nel finale di stagione. Ha riservato a ogni club i locali per allenarsi, per mangiare e per le altre attività, ha dotato ciascun team di attrezzature da palestra e materiale fisioterapico completamente nuovi. E ha messo a disposizione di ogni squadra un 'accompagnatore', con il compito di far da tramite con l’organizzazione per qualsiasi necessità. A questo tipo di struttura, la Nba aggiunge un’impressionante capacità di correggere il tiro in tempi brevissimi: laddove si può migliorare, interviene subito. C’è stata una richiesta superiore di ghiaccio, perché le squadre ne usano più di quanto il resort possa produrne: sistemato ancor prima di partire. C’è stato il problema delle colazioni non previste dal ristorante: in due giorni, risolto. Pochi barbieri? Ora c’è un’apposita sala in ogni albergo, chi vi lavora deve vivere nella bolla perché a stretto contatto con noi. Da quando siamo qui, altre cose sono cambiate. Sono aumentati i servizi di navette, è stato predisposto un centro dove i pacchi ricevuti vengono disinfettati prima di esser consegnati ai giocatori, è stato creato un circuito tv interno che trasmette tutte le partite in ogni stanza. Dulcis in fundo, è stata piazzata la macchinetta dei gelati all’uscita dei saloni dove le squadre consumano i pasti, una vera goduria. Quando si dice che la qualità di un’organizzazione si misura dalla cura dei dettagli…", questo il suo post per intero.