Dopo la firma di Reggio Emilia, Sassari e Trento per disputare l’Eurocup per i prossimi tre anni (ora ufficializzata anche dai club), ci eravamo posti un quesito: ora che succede? Una prima risposta è stata data direttamente dai dirigenti delle società che hanno accettato la proposta di Bertomeu, dicendo no al diktat di Petrucci. “Non è una decisione contro qualcuno – spiega Luigi Longhi, presidente trentino – ma è un accordo a favore della crescita di Aquila Basket, dei suoi investitori e dei suoi tifosi. Siamo un’azienda, ci sono investitori e dobbiamo prendere le migliori decisioni”.
Più o meno le stesse parole di Stefano Sardara, numero uno del club campione d’Italia: “Le competizioni europee sono libero arbitrio delle società commerciali quali sono le società di pallacanestro, che devono pensare al loro futuro”. Un pensiero comune anche con Alessandro Dalla Salda, a.d. della Reggiana: “E’ una scelta sacrosanta, che avevamo tutto il diritto di prendere. Accettare questa proposta è un passo chiave nel nostro processo di crescita”. E la Fip? “Capisco Petrucci, ma un conto è la politica sportiva e un altro fare impresa. Sono convinto che capirà la scelta”.
Il rischio è quello di sanzioni, fino all’esclusione dal campionato, ma le squadre italiane si mostrano piuttosto serene sul tema: “Non c’è mai stato un precedente che ci possa far temere niente”, spiega Sardara. Mentre l’Eurolega annuncia la partnership per i prossimi quattro anni con Sportingbet, domani conosceremo la risposta di Gianni Petrucci, che è atteso all’assemblea della Legabasket, in programma a Roma. Una riunione che si annuncia decisamente infuocata, visto che i club dovranno anche dare il consenso (o meno) all’accordo siglato da Marino con la Fiba.
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