Ecco i 12 azzurri per Eurobasket: fuori Della Valle, dentro Abass

Con lo scioglimento dell'ultimo dubbio legato alla scelta dei 12, può dirsi conclusa la fase di preparazione ad un Europeo, a cui si arriva con la voglia di fare bene
 di Domenico Landolfo  articolo letto 517 volte

La tanto attesa lista dei 12 di coach Ettore Messina non si è fatta attendere più di tanto, senza neanche troppe sorprese con gli ultimi tre tagli che sono stati quelli che tutti si aspettavano, ossia Riccardo Cervi, a cui è stato preferito per motivazioni sicuramente tecniche, legate alla fase difensiva, l’ex Avellino Marco Cusin, nonché Filippo Baldi Rossi, che ancora non era al meglio fisicamente, e Amedeo Della Valle, che non deve aver convinto l’assistant coach di Casa Spurs, che gli ha preferito Abass.

Quindi, in pratica, con il cambio di Belinelli per Della Valle, la formazione che ieri ha affronta la Grecia nel torneo dell’Acropoli, così come ci si poteva immaginare. Una squadra che magari non ha tanti punti nelle mani ma che deve fare del fisico e dell’agonismo il suo pane quotidiano, vincendo le gare con la difesa forte. Una squadra che magari non si candida, ai nastri di partenza di questo europeo, ad essere una delle big 3, ma che potrà diventare, specie con l’andare avanti nella competizione, una di quelle squadre dure a morire che tanto possono essere scomode anche e soprattutto nella fase ad eliminazione diretta.

Ricordando che comunque questo Europeo, a parte l’alloro continentale, è il primo che non mette in palio posti per competizioni internazionali, ecco quindi i 12 che saranno a referto il 31 in quel di Tel Aviv alle 20.30 per la prima palla a due alla Nokia Arena proprio contro la squadra Israeliana.

In posizioni di playmaker, terzetto agguerrito, con Daniel Hackett titolare, leader carismatico come pochi e giocatore che parte proprio dall’agonismo difensivo nella costruzione del suo gioco. Alle sue spalle, primo cambio sarà Ariel Filloy, che ha dimostrato sangue freddo nei momenti caldi delle gare fin qui giocate e che porta quella garra sudamericana che fa sempre comodo. Nei 12, come terzo playmaker, è entrato anche Andrea Cinciarini, un po’ la sicurezza che Messina si è portato in situazioni in cui magari si vorrà far riposare uno dei due sopracitati, avendo comunque un giocatore di carisma, attributi e soprattutto esperienza europea.

Per quanto riguarda il discorso di guardie ed ali, inutile dire che molti dei destini azzurri passeranno dalle mani e dal talento balistico di Marco Belinelli e Luigi Datome, che sono chiamati a prendere in mano un attacco sempre spuntato anche e soprattutto per l’assenza di Gallinari che era il go to guy designato di questo gruppo. Alle loro spalle, magari anche un po’ a sorpresa, c’è il solo Pietro Aradori di quelli che hanno talento balistico purissimo, con alternativa rimasta sugli esterni un Awudu Abass che magari non ha convinto in questo percorso di avvicinamento all’Europeo, ma che può essere una pedina importante specie con quintetti tattici e fatti di cambi difensivi.

Sono ben 5 i ragazzi che costituiranno il pacchetto lunghi che dovrà battagliare sotto i tabelloni. Si parte col totem Niccolò Melli, che ha dimostrato di essere uno dei migliori lunghi a livello di Eurolega e sarà chiamato spesso a fare la voce grossa anche in questa nazionale, di cui può essere considerato il faro, sia dal pick and roll che dal post, da dove le sue ottime mani anche da passatore possono e devono essere un’arma. La scelta di Marco Cusin è dettata dal fatto che forse è l’unico centro di ruolo che possa battagliare contro i lunghi avversari di stazze considerevoli, senza far perdere molto in tema di cambi difensivi, dati i piedi veloci dell’ex Avellino, molto migliore in questo fondamentale rispetto a Cervi. Prima apparizione all’Europeo per gli altri tre con Dada Pascolo che deve portare quella sua energia dalla panchina, che unita al suo dinamismo devono produrre quegli strappi, come avvenuto spesso in maglia Olimpia, che tagliano in due il ritmo della gara. Christian Burns è una chiamata di stima per il lungo ex Brescia che ha dimostrato di poter meritare la giusta chiamata dalla nazionale di cui ha scelto di far parte, mentre Paul Biligha è un’altra mezza sorpresa, che dopo un campionato solido in serie A può dire di aver onorato la chiamata, conquistandosi anche un prestigioso posto nei 12, magari limitato nei minuti forse solo da un range di tiro non elevato e dalla bassa percentuale ai liberi.

Il tempo della chiacchiere è finito, ora la parola passa al campo. I 12 prescelti sono stati convocati e tutto il resto, quello che c’era prima, le amichevoli e così via, va in archivio. Non serve rimpiangere chi è rimasto a casa, chi doveva esserci e chi ha lasciato in corsa, ora tocca solo allacciare bene le scarpette e lasciare che squittiscano il più a lungo possibile sul parquet.