Non basta il cuore di Hackett a quest'Italia, sconfitta dalla Grecia
Senza Belinelli, tenuto precauzionalmente a riposo per un affaticamento al ginocchio, e Cervi, uno dei papabili per il taglio di Messina, gli Azzurri sfidano nella seconda giornata del torneo dell’Acropoli una Grecia che magari è sì spuntata, senza Giannis Antetokoumpo, ma è comunque una delle squadre più importanti del prossimo Eurobasket.
È una gara non bella da vedere ma in cui si possono notare la grande esperienza della Grecia scontrarsi contro i ragazzi di Messina che, come il sole e la luna si alternano sull’Acropoli dall’alba dei tempi, fa cose positive e negative. Italia letargica dal campo, con un 25/65 dal campo rivedibile, non costruendo molto dalla motion offense e trovandosi alla mercè del coraggio di chi come Hackett (19) e Melli (10) deve tirare la carretta. Bene, ma solo nel finale, anche Filloy e Burns, mentre Cusin nell’ambito di una squadra quadrata deve starci assolutamente. Rivedibili gli altri, tra cui anche un Gigi Datome che spara bene all’inizio ma finisce la benzina troppo presto. Per i padroni di casa, che alla fine otterranno la vittoria al supplementare, 19 punti di Printezis, 12 di Bouroussis, ma è Calathes con Sloukas che spezzano la gara nel finale, specie del prolungamento.
Il primo quarto è sostanzialmente equilibrato. Gli Azzurri partono con le marce alte in attacco e specie dalla lunga distanza, con Hackett bravo a colpire e la coppia Melli-Datome che si mette in luce in quella che potrebbe essere la prossima versione del Fenerbahce in Eurolega. Finchè i ritmi restano bassi, con una partita non troppo spettacolare nonostante l’alto punteggio, l’Italia resta avanti, ma quando i greci alzano le percentuali con un Printezis in grande spolvero, le cose cambiano. Difesa sfaldata che prova il raddoppio studiato ma si perde tagli e letture susseguenti all’uscita del pallone. Sloukas inventa, Papanikolaou e Bouroussis si fanno trovare pronti e alla prima pausa è 20-16 per gli elleneci, con la rotazione azzurra già allargata.
Filloy prova a scuotere i suoi con due recuperi più estemporanei che altro in apertura di quarto, ma nonostante il gran cuore di Biligha è Papagiannis a colpire col gancio. Melli è il totem a cui si appoggia e bene la squadra, ma ha problemi di falli e così la Grecia ingabbia bene e la gara ed è brava a sfruttare cambi difensivi e piedi molli in difesa, con Calathes che due volte arriva troppo facilmente al ferro. Quando le cose non vanno specie al tiro, la costruzione in uscita dai blocchi in motion sullo scarico del lungo diviene fondamentale: Filloy esegue e mette una tripla che è puro ossigeno, ma l’intensità a rimbalzo di un super Thanasis Antetokoumpo mette il punto esclamativo sulla gara. È una tripla di Della Valle che dà fiducia agli azzurri, con il 33-31 per la Grecia all’intervallo, nonostante un pessimo 11/34 dei ragazzi di Messina alla pausa lunga.
Messina non fa prigionieri e alla prima idiozia difensiva di un Pascolo, che aveva messo in campo tanto cuore ma poca lucidità, lo cambia con Burns. Antetokoumpo ringrazia e ne porta a casa due dalla lunetta. Male gli azzurri nella “difesa di posizione” con falli inutili spesi prematuramente e la netta supremazia fisica ellenica che prende il sopravvento. Serve una risposta convincente e questa arriva da Hackett, che ci mette la faccia, prende fiducia e spara la tripla con cui i suoi rimettono il naso avanti, con Aradori che replica poco dopo (37-41 al 24’). La vera notizia è un Cusin con tanti minuti di qualità il campo, specie in difesa contro un Bouroussis stasera davvero in serata. Printezis con i suoi passi in allungo regala spettacolo, Papapetrou colpisce prima dalla lunga le rotazioni difensive lente e poi la brutta persa di Della Valle, per il 50-45 all’ultimo stop and go per i padroni di casa.
L’alleyop di Antetokoumpo è il quadro perfetto della situazione perfetta dei limiti della nazionale azzurra, colpita anche da Sloukas, ma Melli e Hackett, uniche note interessanti della serata, con testardaggine e voglia permettono alla squadra di Messina di restare in partita. Agravanis diviene un fattore indecifrabile e punisce in vernice, portando il vantaggio ellenico al +10 del 34’ (59-49), che sembra chiudere la partita prima che Filloy non metta una tripla dall’angolo delle sue. Sembra la fine, ma dopo il gioco facile di Bouroussis gli azzurri prendono ritmo, col solito duo: Melli fa vedere i suoi piedi veloci in penetrazione, Hackett va col jumper ben costruito e panchina greca che è costretta a chiamare timeout. Il folletto uscito da USC dimostra ancora di essere un leader del gruppo, che prima propizia il recupero su cui Filloy inventa una palla strana che Burns converte in due punti, poi mette da solo in ginocchio la difesa greca e con un 2/2 riporta la gara in netto equilibrio sul -1 a 55”. Papanikolaou subisce un dubbio fallo ma dalla lunetta fa 1/2, Burns pareggia un tap in preziosissimo da rimbalzo offensivo e con 30” è palla ai padroni di casa, che la perdono su un’altra piccola grande cosa del passaportato, ma la conclusione di Hackett sulla sirena non entra ed è overtime.
La magia di Sloukas accende il prolungamento ed esalta Oaka, Hackett mette col jumper il suo 19 punto, ma quando Calathes la mette da centrocampo o quasi è +4 per i padroni di casa. Squadra di Messina che appare stanca, Sloukas ci mette l’esperienza e con un libero allunga a due possessi il gap tra le squadre, con Italia che non tira neanche quando sfrutta i vantaggi creati. Biligha col jumper sblocca la squadra, la Grecia a 5 secondi, dopo tanti errori spreca il fallo per evitare il canestro dalla lunga della possibile parità e manda Filloy in lunetta. L’italo-argentino fa 2/2, fallo sistematico e Sloukas in lunetta con poco più di 4 secondi: percorso netto, Italia che ci prova ma Burns non trova la soluzione. Finisce 73-70 per gli ellenici.
