Sulla via degli Azzurri verso il mondiale c'è anche l'Olanda di Kok
Mentre infuriano ancora polemiche e dubbi – lo stesso Obradovic in un’intervista recente ha dichiarato folle lo spazio delle nazionali ritagliato nel bel mezzo della stagione – arriva la definitiva composizione del girone di qualificazione per i prossimi Mondiali del 2019. Sarà l’Olanda, a completare il quartetto, che ha anche nel suo lotto Croazia e Romania.
Vico parlava di corsi e ricorsi storici, e non sempre guardare troppo indietro per rivedere le immagini di Trento, del pugno di Gallinari a Kok e per l’episodio che di fatto più sembra, al momento, aver condizionato la nazionale di Ettore Messina. Indubbiamente la pescata dall’urna non è di quelle benevole, ci si poteva aspettare di qualche squadra di più basso profilo, ma tant’è. Sarà quindi un girone molto equilibrato e con 3 posti in palio, giova sempre dimenticarlo, quindi salvo assurdità da classifica avulsa degna dei più fini statisti, con una sola squadra alle spalle si passa alla seconda fase con 4 gironi da sei squadre ciascuno in cui passeranno al Mondiale le prime 4.
Se adesso è comunque conoscibile il proprio destino, è possibile tirare le somme di quello che potrebbe essere un cammino comunque più complicato di quello che il pedigree e la storia insegnino. Detto che la Croazia e gli Azzurri saranno chiamati a fronteggiare la corsa alla qualificazione dovendo contare su roster risicati e che potrebbero non ricomprendere non solo i giocatori NBA, ma anche quelli impegnati nelle coppe europee, a meno che la situazione non migliori dal clima di tensione che domina l’aria, analogamente non può dirsi per Romania e Olanda.
L’assurdità, riscontrata da tanti addetti ai lavori, di queste qualificazione nel bel mezzo della stagione, non sta solamente nella possibilità di infortuni, di mancati riposi o di assenze degli Nba, quanto invece che, per gli stessi motivi di cui sopra, la maggior parte delle squadre che è impegnata in Europa preferisce tenere i suoi giocatori a riposo e quindi la diretta conseguenza è che leggere il nome di una nazionale sul tabellino non equivale ad indicare i valori in campo che solitamente ci si potrebbe aspettare da quello stato. Se è così per i principali paesi protagonisti dell’Area Fiba, nazioni come Romania e Olanda, che non hanno di questi problemi, potranno schierare squadre rodate, al loro meglio, e che già in queste tournee estive hanno dimostrato il proprio potenziale.
La soluzione è quella quindi di non sottovalutare nessun avversario, riuscire a portare a casa la qualificazione in scioltezza e senza sprecare occasioni, per non arrivare con l’acqua alla gola e andarsela a giocare in catini bollenti da non più di 3000-4000 in situazioni che potrebbero sfuggire di mano. Non ci sarà il “rematch” tra Gallinari e Kok, ma di sicuro quell’episodio avrà la sciato i suoi strascichi e la nazionale Orange proverà di certo a fare lo sgambetto agli azzurri se e quando ne avrà l’occasione.
Dicendo che comunque la stessa nazionale dei veterani italiani non è che stia esaltando, potrebbe essere la volta buon per verificare i tanti giovani che nelle estati delle giovanili stanno sempre facendo il loro onesto lavoro di crescita, mentre invece nel giro dei convocati potrebbero rientrare anche giocatori che hanno sempre evitato le grandi competizioni o sono stati tagliati all’ultimo. La fortuna è che comunque la pallacanestro di coach Sacchetti è basata su concetti semplici ed efficaci che non necessitano di una amalgama di gruppo come possono essere quelli predicati, specie difensivamente, da coach Messina. Dunque, chiunque sarà chiamato a vestire la casacca azzurra, dovrà dare quel qualcosa in più del solito contributo se si vuole tornare, dopo tanti, forse troppi, anni a disputare un Mondiale.
