Italia, difesa e carattere per avvicinarsi al sogno a cinque cerchiLe prime due partite del preolimpico hanno dato indicazioni positive verso Rio 2016
“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, è una famosa frase del piemontese Boniperti sulla Juventus e può essere perfettamente legata a questa Nazionale. I cultori del bel gioco non saranno stati soddisfatti delle due prove degli azzurri a Torino (e sui social sono arrivate alcune critiche), ma in questa settimana l’estetica non conta praticamente niente. Serve conquistare quei quattro successi per coronare il sogno olimpico e la prima parte della missione è stata compiuta, con una squadra compatta, di carattere e, soprattutto, con una difesa di altissimo livello. Proprio in questo si vede il marchio di fabbrica di Ettore Messina: la voglia di aiutarsi, di buttarsi su ogni pallone e di vincere superiore alle avversarie, anche grazie alla spinta dei 15.000 del PalaAlpitour. Gli azzurri hanno mostrato questo nelle due partite contro Tunisia e, in particolare, Croazia: un’avversaria ruvida e di talento, tenuta a soli 60 punti, riuscendo a bloccare quasi tutte le bocche da fuoco, con l’esclusione di Bojan Bogdanovic, comunque un po’ limitato dalla difesa italiana nella ripresa, dopo un primo tempo clamoroso, in cui aveva realizzato 19 dei suoi 26 punti. L’attacco non è stato brillante, con qualche giocatore (Gallinari e Datome su tutti) non ancora al meglio e la circolazione di palla un po’ troppo ferma, ma comunque in grado di trovare le soluzioni giuste quando serviva per portare a casa le vittorie. Ora ci sono due giorni preziosissimi di riposo, per ricaricare le batterie sia fisiche che psicologiche, ed anche per rivedere quanto accaduto nelle prime due partite e fare le necessarie correzioni. Per lanciare lo sprint conclusivo e decisivo: prima la semifinale (se sarà Messico senza particolari problemi), poi la sfida per Rio. L’Italia c’è. Altre notizie - Nazionale
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